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Un Presidente frutto di compromessi

Il 2 giugno 1946 il popolo italiano avente diritto al voto (donne comprese, per la prima volta nella storia d’Italia) stabilì che la forma di governo della Nazione non sarebbe stata più una monarchia, ma bensì una repubblica, ed elesse una Assemblea con l’incarico di elaborare una nuova Costituzione che sostituisse il glorioso, ma logoro e non più adatto ai tempi Statuto Albertino. Conseguentemente, Umberto II di Savoia il Re di Maggio si caricò sulle spalle le colpe di tutta la sua reale famiglia e si imbarcò per un esilio da cui non sarebbe più tornato (l’avrebbero fatto i suoi eredi molti anni dopo), a Oporto, in Portogallo.

La Costituzione del 1948 stabiliva (e stabilisce tutt’ora) che il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune presieduto dal Presidente della Camera dei Deputati e con l’aggiunta dei delegati dei Consigli Regionali, tre per ogni regione meno la Val d’Aosta che ne esprime solo uno. L’art. 83 della Costituzione fu voluto espressamente così dai Padri Costituenti, preoccupati di evitare che nell’Italia post-fascista si ricostituisse un Esecutivo forte. La Repubblica doveva essere parlamentare, non presidenziale.

Il Presidente e il governo dovevano essere eletti dal Parlamento, non da una investitura popolare diretta (come nelle principali democrazie occidentali), perché non succedesse in futuro che una folla volubile cadesse di nuovo preda di demiurghi contro i quali la fragile democrazia italiana non sarebbe stata forse più forte del regno sabaudo.

Il problema era che la legge costituzionale che regola l’elezione del Presidente, nell’intento di farne una figura condivisa da tutte le forze politiche e super partes, richiede per questa elezione una maggioranza di due terzi per le prime tre votazioni, e comunque una maggioranza assoluta dalla quarta in poi. E siccome in Italia la maggioranza assoluta non l’ha mai avuta nessun partito (anche beneficiando dei cosiddetti premi di maggioranza), il Presidente della Repubblica è sempre stato frutto di compromessi.

Autore

Mr. Bloogger

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