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Buon Anno …!

«Anche nei più allergici alle ricorrenze, come me, questa giornata un pò di effetto lo sortisce. Non bastano gli auguri, non bastano gli scongiuri, non bastano le mutande rosse. Stiamo per fare un passo nel futuro con la sensazione di esserci capitati per caso, invece di esserci arrivati consapevolmente. Disorientati e bombardati da notizie contrastanti.

Confesso che questa situazione su di me, che provo a portare un contributo nella vita pubblica, ha avuto un effetto paralizzante. Crisi energetica, inflazione, salari al palo hanno purtroppo messo a nudo una presunta ripresa economica che, almeno per adesso, è un semplice rimbalzo tecnico.
In ambito internazionale si vedono vuoti di potere (la fine del cancellierato di Angela Merkel e l’ectoplasmatica amministrazione USA) e l’assenza di leader occidentali in grado di riempirli.

Nella mia Prato i problemi sembrano tutti incancrenirsi e al contempo non se ne vede risolvere uno. La città non ha ancora voluto fare i conti con la propria parte sommersa fatta di sfruttamento e di totale illegalità. I troppi interessi che tengono in vita questo sottobosco, chiamato distretto parallelo, trovano una classe dirigente che governa la città debole e presa spesso a dipanare i propri dissidi interni e incapace di fare autocritica su una situazione nata e cresciuta sotto il suo naso.

La mobilità è un disastro e invece di accelerare gli spostamenti si rallenta la socialità e le attività produttive. In ambito sanitario il nuovo ospedale Santo Stefano ha mostrato tutti i suoi limiti strutturali, che per anni erano stati negati ed oggi anche i difensori dell’originario progetto ammettono che bisogna ricorrere ai ripari. Quest’anno Prato, come tutta la Regione Toscana, perde il controllo del proprio trasporto pubblico locale e spesso mi chiedo cosa avremmo potuto fare di più per tutelare le nostre aziende da una serie di scelte scellerate.

Il consigliere comunale Tommaso Cocci

Ho detto che questa situazione mi risulta paralizzante perché le cose da raddrizzare e le battaglie in cui impegnarsi sono così tante che non basterebbero forse 100 nuovi anni. Eppure mi piace ricordare questa frase di Gino Bartali, che spesso ricordava anche mio padre: L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare. Se la realtà ci pare sbagliata, a me in gran parte lo appare, non ci rimane che provare a rifarla, a costruire qualcosa di nuovo. Senza l’arroganza di poter fare tutto da soli, ma senza nemmeno perdersi d’animo se il tempo non sembra bastare.

Quindi tanti auguri, ma soprattutto buon lavoro, perché servirà l’impegno di molti per avere un anno migliore.» Tommaso Cocci, consigliere di Fratelli d’Italia al Comune di Prato.

Autore

Redazione

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