Ombre Rosse

La dittatura con un click

Quando Giacomo Matteotti si rimise a sedere al termine del suo discorso alla Camera dei Deputati il 30 maggio 1924 (con il quale aveva denunciato i brogli elettorali che avevano favorito la vittoria del Partito Nazionale Fascista di Mussolini ed aveva preannunciato un discorso successivo con cui avrebbe dimostrato la corruzione in atto nei confronti del capo del governo e addirittura del re d’Italia da parte delle compagnie petrolifere), raccontano le cronache che sussurrò a chi gli stava vicino: «Io il mio discorso l’ho fatto, adesso preparate voi il mio elogio funebre». Dieci giorni dopo veniva rapito ed assassinato dalla squadraccia di Amerigo Dumini, in nome e per conto di Mussolini (come lo stesso si sarebbe assunto la responsabilità).

Cento anni dopo, le dittature funzionano diversamente. Non ti mandano più sicari armati, ti fanno fuori mediaticamente, elettronicamente. Ti azzerano i profili social, ti espellono dai gruppi parlamentari, ti martirizzano a forza di stupidi controlli di polizia, ti infamano ad opera di sicari altrettanto prezzolati del famigerato Dumini ma molto più sofisticati: basta andare in televisione a dire che la tizia o il tizio sono pazzi complottisti, squilibrati, e che non vanno perseguiti, vanno compatiti ed emarginati socialmente. E’ sufficiente.

Autore

Mr. Bloogger

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