Ombre Rosse

La tigre che non c’è più

Il Times di Londra, nientemeno, l’accredita come la leader del nuovo partito conservatore italiano e, se continua così, la probabile prima donna presidente del consiglio della storia d’Italia. La Margaret Thatcher de noantri, griderebbe qualcuno dal loggione dalle sue parti. Ma i leader del tempo di pace difficilmente sono quelli del tempo di guerra. E per arrivare a Maggie Thatcher ce n’è da fare di strada, anche per la ragazza prodigio della Garbatella.

Da un anno Giorgia cerca di tornare a dire qualcosa di centrodestra, a rappresentare il disagio degli italiani verso l’insorgere della nuova versione di quel fascismo di cui tutti prima accusavano lei ed il suo partito. Ma intanto, mentre le piazze si riempiono di protestatari, mentre cittadini inermi prendono manganellate, lei alla testa di questo popolo non ci si mette, tetragona ad ogni critica e sollecitazione. Lei in piazza non c’è mai andata, non ci va e non ci andrà. Nemmeno in quelle di Roma che ha a due passi da casa.

E perfino sui vaccini ha tenuto il piede in due staffe. Dalla parte dei diritti dei cittadini, certo, ma senza mai dire le cose come stanno, e cioè che – come dicono dalle sue parti – co sti vaccini qualcuno ci s’è fatto d’oro. Se vuole avverare la profezia del Times di Londra, se vuole tornare on our minds, sarà bene che Giorgia si ricordi dove sta il popolo. Dalla parte opposta della strada rispetto a quegli studi televisivi che ormai frequenta con troppa assiduità. Gli occhi della tigre ce li ha ancora, Giorgia. E’ la tigre che non si vede più.

Autore

Mr. Bloogger

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