Ombre Rosse

E’ ‘a zona rossa, si ‘o vvuò sapere….

Parla Radio Londra. Trasmissione destinata alle forze combattenti nelle zone occupate. Alcuni messaggi in codice:
– Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie
– Italia tutta zona rossa resta, odo idioti far festa
– Speranza è l’ultimo a morire, ma almeno si pigliasse un raffreddore
– Tranquilli, il vaccino è pronto, ma le siringhe non ci sono.

Buonasera italiani, è il vostro colonnello Stevens che vi parla. Con un tratto di penna del vostro Ministro della (propria) Salute, il vostro paese è diventato di nuovo una galera. Qualcuno paragona il regime di Conte a quello di Mussolini, ma vi ricordo che il vostro Duce almeno per il primo incarico di governo, che ricorre oggi 16 novembre (era il 1922), si presentò in Parlamento. Ciuffettino, se non ce lo portano, il vostro Parlamento non sa nemmeno dov’é, come Di Maio la Cina.

Nel giro di pochi giorni, i vostri ospedali sono di nuovo al collasso, come prima, più di prima. Le cifre girano vorticosamente attorno alle vostre teste, senza fermarsi mai per non darvi il tempo di riflettere, ragionare. Il virus lo davano per attenuato, in questa seconda ondata, ma stranamente fa più vittime adesso di quanto tutte le altre patologie possano assommare, parafrasando il nostro Shakespeare.

Sarebbe interessante farsi un giro tra le cartelle cliniche, piuttosto che tra i reparti ospedalieri. Magari avremmo sorprese non dissimili da quelle che attendono gli addetti al riconteggio delle schede per l’elezione del Presidente degli Stati Uniti.

L’estate è passata senza che nessuno dei vostri governanti abbia mosso un dito per potenziare le strutture sanitarie. Perfino l’impresentabile governatore uscente della Toscana Enrico Rossi aveva chiesto la realizzazione di strutture di cura intermedie, per non affollare i pronti soccorsi e le terapie intensive. C’era arrivato perfino costui, ma a quel punto neanche i suoi pretoriani lo stavano a sentire, da tante che ne aveva dette e fatte in vent’anni. I toscani hanno poi rivotato il PD (del resto c’é addirittura chi paga per farsi frustare), ma le strutture sanitarie sono rimaste le stesse.

Sorte non dissimile nel resto d’Italia, con l’eccezione della Lombardia che avendo 10 milioni di abitanti era ovvio che avrebbe subito il primo impatto della seconda ondata in modo più pesante. Il tanto criticato ospedale della Fiera è – come dite voi? – finito per cascare a fagiuolo. In compenso Roma e dintorni sono ancora zona gialla, misteri della pittura a tempera.

Che è successo? E’ successo che, spariti o quasi i medici di base, quelli di reparto e di comitato tecnico o di studio televisivo (la specie più potente e pericolosa) hanno cominciato a strillare come aquile che gli ospedali non ce l’avrebbero fatta, una volta di più, a ricoverare i positivi. O forse bisogna dire i contagiati? O forse bisogna dire i sintomatici? Non si sa più cosa bisogna dire, ma forse, ribadiamo, un bel giro tra le cartelle cliniche andrebbe fatto. E un bel po’ di addetti ai lavori della sanità sarebbe il caso che si rimettessero appunto a lavorare, ed in silenzio possibilmente.

Troppe carriere sarebbero state messe in pericolo per chi avesse osato dire al potere politico che la sanità non andava tagliata, ma piuttosto potenziata, e non da oggi, o da questa estate. Perché, prima o dopo, presto o tardi, il redde rationem sarebbe arrivato. Il conto sarebbe stato presentato.

Adesso vi dicono che è colpa vostra, perché questa estate siete andati al mare. Perché siete negazionisti, il che non vuol dire che negate l’Olocausto degli Ebrei e nemmeno l’esistenza del Coronavirus e dei suoi effetti, ma che vi rifiutate di accettare quella proposta dal vostro governo – il lockdown – per fronteggiare l’epidemia come l’unica soluzione possibile.

Gli anziani danno segni di comprensibile sconforto, cominciando a chiedere loro stessi la riapertura di tutto, piuttosto che la chiusura. Non è bello morire da soli avendo avuto come unica immagine davanti agli occhi negli ultimi mesi la parete di fronte al letto. Una morte bianca, se così si può dire.

I bambini danno i primi segni di disturbo, che presto diventeranno di squilibrio. Sono studi seri, della sanità americana, quella che scrive sulle riviste specializzate e non su Twitter o su Facebook, a dirlo. La signora Azzolina insiste a dire che erano anni che i banchini a rotelle andavano comprati, noi insistiamo a dire che sono anni che l’Italia non ha un Ministro della Pubblica Istruzione decente.

La scuola segue la sanità nel degrado, fino al dissolvimento. Le patologie diverse dal Covid non si curano o si prevengono più, o quasi, confluendo il tutto epidemiologicamente nel bollettino quotidiano dei morti e dispersi causati dal Morbo (sono gli stessi medici, quelli che fanno coscienziosamente il loro lavoro, a lamentarlo). Le nozioni di base ai futuri cittadini non le impartisce più nessuno. La nostra generazione è stata una di spostati (non solo a sinistra, ma in tutti i sensi), la prossima sarà una di gravemente disturbati.

La generazione di mezzo cerca intanto di tenere aperta la bottega, business as usual. Noi ci riuscimmo sotto le bombe di Hitler ed i fiorentini ci riuscirono quando ancora l’acqua dell’Arno non si era ritirata dalle loro strade. Ma intanto, la seconda ondata più devastante è quella delle casse integrazioni. Di doman non v’é più certezza, diceva più o meno un vostro poeta e mecenate.

L’ineffabile Speranza ha dichiarato pubblicamente che parlare di Natale adesso è un discorso lunare. Probabilmente è lunare anche solo pensare che sarà lo stesso Speranza ad imbandire la tavola per tutti i disoccupati che sotto Natale e soprattutto dopo non avranno altro che la Caritas per andare a rimediare un piatto di minestra calda e semmai un riparo per la notte. Perché intanto, lo ricordiamo, perfino le Chiese ad una cert’ora chiudono i battenti. Ma Conte intanto ha ribadito che non è il momento di mangiare, ma piuttosto di raccogliersi in preghiera.

Parafrasando un grande scrittore tedesco (di sinistra, e tuttavia intelligente): disgraziata la patria che si fa governare dai medici. E ancora non abbiamo parlato del vaccino. E’ argomento dei prossimi giorni.

Buonanotte italiani, tenete duro se potete. Questi aquilotti da social network che stanno spargendo terrore nelle vostre case e nelle vostre famiglie tra qualche mese, passata la nottata, negheranno (loro sì) di aver mai sentito perfino parlare del Covid.

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Mr. Bloogger

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