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Nun je da’ retta, Roma… Gigi c’é sempre

Questo maledetto 2020 non è ancora sazio del pesante tributo di sangue, sofferenza, tristezza che ci sta imponendo. Abbiamo appena asciugato l’ultima lacrima per l’ultimo saluto a Sean Connery, invincibile 007 a cui alla fine la vita ha revocato ogni licenza, come fa prima o poi con tutti i mortali.

Ecco che arriva la notizia che questo 2 novembre, che avrebbe dovuto essere il giorno del suo 80 compleanno, è quello in cui ha chiuso gli occhi per sempre Gigi Proietti, lasciandoci ancora qui, attoniti, piegati in due da un dolore che nessuno di noi sa esprimere. Solo lui avrebbe saputo farlo, con il suo umorismo trascinante sempre venato di qualche nota triste o tragica. Le note che toccano a noi italiani, da quando esistiamo.

Luigi Proietti era nato a Roma il 2 novembre del 1940, e nelle ore che precedono l’alba del 2 novembre 2020 se n’é andato. Non è stato il Covid, contro cui lui stesso aveva invitato tutti a stringersi insieme a difesa e a resistere ancora pochi giorni fa. Se lo è portato via uno di quei mali molto più gravi ma che nessuno cura più, distratti come siamo da questa paura virtuale che ci ha attanagliati. Il cuore di Gigi era affaticato, e appena il contagiri ha segnato 80, ha detto basta. E’ sufficiente così.

Della carriera di uno dei più grandi attori italiani di cinema e di teatro di tutti i tempi parleranno in molti rievocandola esaustivamente. L’unico poeta che nella storia di Roma può dirsi a pari con Trilussa, e abbiamo detto tutto.

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Mr. Bloogger

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