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Fiorentina sempre più nel caos

Dopo le due vittorie sofferte, contro l’Udinese e nel turno di Coppa Italia contro il Padova, i viola sono impegnati nel pre-serale all’Olimpico contro la Roma. Mister Iachini non cambia modulo, si parte ancora con il 3-5-2, Martinez Quarta al posto del capitano Pezzella infortunato, in avanti un’anomala coppia d’attacco, Ribery e Callejon. Gli undici al fischio d’inizio sono: Dragowski, Milenkovic (cap.), M.Quarta, Caceres, Lirola, Bonaventura, Amrabat, Castrovilli, Biraghi, Ribery, Callejon.

Nei primi minuti gli ospiti partono bene, anche il rientro di Ribery sembra agevolare la manovra dei compagni, ma al primo affondo dei giallorossi arriva il vantaggio: lancio del portiere Mirante, i difensori gigliati Milenkovic e Quarta si portano su Dzeko, che passa su Spinazzola che manda in rete.

La Roma da questo momento è libera di spaziare, mette in serie difficoltà la retroguardia degli ospiti, Dragowski mantiene aperta la gara con prodigiose parate, la Fiorentina non esce dalla propria metà campo, la difesa non sempre riesce a contenere le ripartenze, Castrovilli ferma con un fallo a centrocampo Pedro, (lo spagnolo classe’87 ex Barcellona e Chelsea) incontenibile, e rimedia il giallo.

Per la cronaca ancora due interventi miracolosi del portiere polacco, che evita un passivo più pesante, un primo tempo della Fiorentina pessimo in tutti i reparti, l’esperimento in avanti Ribery-Callejon, miseramente fallito. Nel secondo tempo cambio tra i gigliati esce Castrovilli (il più propositivo tra i suoi) per Pulgar, si pensa per evitare un’espulsione in quanto rischia parecchio con un braccio alzato, su cui l’arbitro Orsato sorvola.

Si riparte come la prima parte della gara, la Roma sempre pericolosa in area, ancora si rischia in area per un fallo di Caceres su Pellegrini, l’ex di turno Veretout con un rasoterra manda di poco fuori al lato. Al cinquantasettesimo entra Vlahovic per Bonaventura, dieci minuti dopo entra Kouamè per Callejon, Ribery si posiziona dietro Vlahovic. Al sessantottesimo contropiede dei giallorossi, Dzeko recupera un pallone per l’armeno Mikhitaryan, che passa a Pedro solo davanti la porta sul secondo palo, per il raddoppio.

Il primo tiro pericoloso dei viola un colpo di testa di Kouamè che viene parato da Mirante, siamo al settantacinquesimo. Prima del termine ancora due cambi per Iachini, escono Ribery e Amrabat per Duncan e Cutrone. Nei minuti finali espulsione diretta di Quarta per fallo su Dzeko, non poteva finire in modo peggiore la gara dei viola. Dopo quattro minuti di recupero il triplice fischio finale.

Prestazione pessima e sconfitta senza appelli, una squadra allo sbando sia a livello tattico sia nella manovra e nelle conclusioni (orami una costante). L’ennesima Fiorentina deludente, mai in partita, senza gioco e carattere, che si arrende agli avversari con rassegnazione, poteva uscire dal campo con una disfatta, graziata dai goal non realizzati per occasioni create e dalle parate del portiere.

La formazione iniziale senza un centravanti di ruolo, aveva già posto perplessità e dubbi, un esperimento che non poteva portare spunti positivi, Callejon in un ruolo non suo, Ribery che non trova spazi e intesa con il compagno. Il francese, di ritorno da un infortunio, offre qualche spunto, e la sua classe, ma con il passare del tempo le giocate diventano sporadiche e si perde nel campo come tutta la squadra.

Il centrocampo sempre in sofferenza non riesce a fermare le incursioni degli avversari, Amrabat dietro la difesa non si riconosce, considerato il miglio centrocampista nella scorsa stagione, Bonaventura in ritardo, Castrovilli non ai suoi livelli, impreciso e nervoso.

La difesa, reparto solido e ben organizzato dopo il lockdown, ex arma vincente, continua ad essere in netta difficoltà. 12 goal subiti in 6 gare il triste primato. Con l’assenza di Pezzella per infortunio e Milenkovic spostato al centro, il reparto ha perso lucidità e compattezza. Peggiore tra i suoi Quarta, nei due goal protagonista negativo, che rimedia anche l’espulsione.

Il migliore della gara, il che sottolinea la brutta sconfitta, è il portiere Dragowski, che evita una vera umiliazione. Il primo a salire sul banco degli imputati, come avviene nella dura legge del calcio, l’allenatore Iachini, con scelte che abbiamo detto incomprensibili, ma anche per mancanza di gioco e identità della squadra. Primo tempo sbagliato modulo, nel secondo abbiamo assistito al caos assoluto, nessun giocatore trovava la sua collocazione con gioco improvvisato e senza logica.

I ma, i se, i come, i perché in questo momento sono riduttivi, la situazione sta letteralmente precipitando, cosi come le posizioni in classifica, scriviamo commenti e analisi identici allo scorso campionato nel solito periodo. Servono decisioni immediate e se necessario provare a dare una scossa con un cambio di allenatore (che purtroppo è quello che paga per primo) non è ammissibile ripetere una stagione di transizione e di mediocrità, con l’obiettivo principale di restare nella massima serie.

Autore

Patrizia Iannicelli

Patrizia Iannicelli

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