Sport

Nel caos, la solita Fiorentina

Dopo la sofferta vittoria di campionato della scorsa domenica, i viola tornano in campo per il terzo turno di Coppa Italia, contro il Padova. Come previsto dall’ultimo Dpcm, la gara si svolge a porte chiuse, un numero esiguo di addetti ai lavori e della carta stampata.

Dopo un valzer di entrata e uscita tra squadre e riserve, un clima surreale e senza certezza, entrano gli arbitri e si torna sul terreno di gioco. Il presidente Rocco Commisso, data la situazione di ritardi e casi di positività, preferisce non essere al Franchi, anche per il suo imminente ritorno negli Stati Uniti. Il mister veneto Andrea Mandorlini, è costretto a schierare una formazione improvvisata, dettata dal momento con undici titolari e solo due giocatori in panchina, per fortuna con il passare dei minuti si recuperano anche gli altri ragazzi risultati negativi.

Dal fronte Fiorentina, mister Iachini non è in panchina per un turno di squalifica rimediato nella scorsa stagione, al suo posto il vice Giuseppe Carillo. Tra gli undici di partenza diverse seconde linee, ma resta inalterato il modulo del 3-5-2, Terracciano, Martinez Quarta, Milenkovic (cap.), Igor, Venuti, Pulgar, Duncan, Saponara, Barreca, Callejon, Cutrone.

Buon inizio dei viola che al decimo sono in vantaggio con Venuti, cross di Saponara e primo goal del terzino, clesse ’95, cresciuto nelle giovanili viola. I veneti frastornati  non oltrepassano la metà campo, Terracciano resta a guardare. Alla mezz’ora traversa di Saponara, e dopo due minuti raddoppio di Callejon, anche se il tiro dello spagnolo dal limite dell’area è deviato da Andelkovic.

Subito dopo ancora una traversa questa volta un tiro di Cutrone. Nella seconda frazione di gioco, il Padova effettua i primi cambi e gli effetti si notano: più intraprendente e reattivo del primo tempo. Al sessantacinquesimo da un corner arriva il goal degli ospiti con una rovesciata di Santini (nato a Bagno a Ripoli e cresciuto nel vivaio della Fiorentina), che riapre la gara.

Galvanizzati dal goal i veneti mettono in pressione la retroguardia viola, viene annullato il secondo goal di Della Latta per fuorigioco. Anche per i viola le prime sostituzioni, escono Saponara per Ribery, Cutrone per Kouamè. Bel gesto di Milenkovic che all’ingresso del francese gli passa la fascia di capitano.

Intanto la Fiorentina non esce dalla propria area, i veneti continuano a pressare, dalla distanza palo di Nicastro, e subito dopo una parata di Terracciano su Germano, salvano i viola. Un altro cambio entra Biraghi al posto di Barreca, ma sono sempre gli ospiti a fare la gara. Nei minuti finali evidente una spinta di Igor in area che l’arbitro non considera, gli ultimi cambi ininfluenti per minuti giocati di Castrovilli e Vlahovic al posto di Duncan e Callejon, e dopo quattro minuti di recupero termina la gara con un sospiro di sollievo.

Sul cartellone scorrono le immagini con l’intervista del mister Carillo, che parla di ottima prestazione e problema mentale, per il poco tempo avuto dalla fine dello scorso campionato. Certo che giustificare una prestazione di basso livello è inaccettabile e incomprensibile, una squadra senza gioco e idee, in balia degli avversari. Ricordiamo che il Padova milita in serie C, é sceso in campo in condizioni psicologiche difficili, ha onorato la gara con una buona prova e poteva uscire dal Frenchi anche con un altro risultato.

La Fiorentina, anche se priva di molti titolari, conferma i suoi limiti, l’attacco ormai un vero problema, inesistente, mai incisivo e pericoloso sotto porta, la girandola dei tre attaccanti (Kouamè seconda punta) rischia di diventare controproducente e creare confusione, bisogna dare una gerarchia tra titolari e riserve. I nuovi arrivati hanno bisogno di tempo e di amalgama nel gruppo, di crescere e migliorare, ma queste sono le gare per fare bene, e dare dei segnali positivi.

Toccherà in primo luogo a Iachini (la fiducia a tempo quanto ancora potrà durare?) rimodellare assetto tattico e il modulo che sembra ormai inappropriato, sfruttare le caratteristiche dei giocatori, ovviare all’assenza di Pezzella in difesa, con un sostituto all’altezza, mettere nelle condizioni ottimali Ribery, che offre carisma e doti tecniche. Nel caos che sta vivendo il calcio (e non poteva essere altrimenti), la solita deludente Fiorentina, che non fa gioire neanche con la vittoria, sofferta e patita. Dopo le ultime prestazioni avvilenti, contornate di proclami ormai accantonati, è tempo di concretizzare con fatti reali.

Autore

Patrizia Iannicelli

Patrizia Iannicelli

Lascia un commento