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Easy Rider, libertà e paura

Ritorna, in versione restaurata, Easy Rider, che in Italia fu sottotitolato Libertà e paura. Il film manifesto della controcultura giovanile degli anni sessanta e settanta, il film che fece parlare di Nuova Hollywood. La vecchia, con i suoi kolossal a lieto fine ed i suoi miti di cartapesta, era a quell’epoca andata in crisi come tutta la società americana e mondiale.

La contestazione portava alla ribalta nuovi personaggi anche al cinema. Antidivi destinati a diventare loro malgrado divi per chi rifiutava il divismo, il carisma, qualsiasi tipo di influenza che non fosse quella della cultura beat e delle droghe che facilitavano ogni tipo di viaggio. Per chi sognava di andare via, scappare da tutto e tutti, magari in sella ad un chopper della Harley Davidson come quella Captain America che finì per simboleggiare tutto il film (e tutto ciò che c’era dietro di esso) come una delle più potenti icone di tutti i tempi.

Dennis Hopper Billye Peter FondWyatt detto Capitan America diventarono una leggenda che riassumeva sogni, aspirazioni ed in ultima analisi incubi di una intera generazione. Nel loro viaggio da Los Angeles alla Louisiana, dalla west coastdei miti giovanili alla eastdove si consumavano e preparavano vecchie e nuove tragedie americane, i due outsidersvennero affiancati ben presto da un terzo, destinato a sua volta ad una grande carriera che iniziò proprio nei panni dello spostato, disadattato avvocato di strada George Hanson: Jack Nicholson cominciò allora ad inquietarci e ad affascinarci con quegli occhi che da soli riassumevano tutto il film, tutta l’America che esso voleva raccontare, riuscendoci alla perfezione.

Autore

Andrea Sarti

Andrea Sarti

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