Ombre Rosse

Tira una brutta aria da respirare, bruttissima!

E non c’é mascherina respiratoria che tenga. Saranno anche essenziali per la nostra sopravvivenza fisica, ma le ordinanze governative che restringono e di parecchio i diritti individuali rischiano di essere letali per la nostra sopravvivenza come cittadini di uno stato democratico. E come spesso è successo nella storia moderna, rischiano di farlo con la completa acquiescenza del popolo in nome di cui dicono di agire e provvedere.

Provate ad esprimere un pensiero che non sia in linea perfetta con quello della maggioranza (o di chi dice di parlare in suo nome), del politicamente corretto ai tempi del coronavirus, dell’idem sentiredi chi è stato travolto da una antica e mai del tutto sconfitta paura. Verrete linciati, e non necessariamente in senso metaforico.

Stiamo abituando il nostro governo a governare con la Costituzione sospesa a tempo indeterminato, e noi stessi ad uniformarci. Stiamo dicendo addio e senza troppi rimpianti alle nostre libertà, così faticosamente conquistate da nonni e babbi che avevano di fronte ben altra bestia, che mangiavano quando la tessera annonaria lo prevedeva, e non la fame che avevano. Che quello che pensavano e sentivano non lo potevano dire mai, almeno fino al giorno in cui, con le scatole piene e lo stomaco vuoto, presero il fucile in mano e parlarono con quello.

Ci siamo abituati da tempo anche a scambiare quella dei social network per la nostra realtà vera, e non virtuale. Non bastava il nostro governo, ci siamo consegnati mani e piedi ad un ragazzetto che sta in California, bravo quanto si vuole con i bites e gli algoritmi, bravo soprattutto a fare soldi, ma con una coscienza ed un quoziente di intelligenza complessivo da far rimpiangere il Grande Fratello di Orwell. Lo abbiamo temuto per tutto il ventesimo secolo. Quando è arrivato, nel ventunesimo, ha dimostrato di essere soprattutto un Grande Mediocre.

Ci stiamo piegando al Fascismo 2.0, senza combattere. Anzi, chiediamo scusa al Fascismo per averlo paragonato a questa dittatura mediatica dei social network. Chi aderì ai fasci di combattimento spesso lo fece per motivazioni ideali, non necessariamente condivisibili ma comunque rispettabili, come tutte le motivazioni ideali.

Questa comunità virtuale di Facebooke delle altre piattaforme social non ha altre motivazioni che l’arricchimento personale di pochi e la ricerca di quel conformismo che dà sicurezza da parte di molti. In un tempo in cui anche le chiese restano chiuse per il coronavirus, il condominio virtuale allestito da Zuckerberg & C. appare molto accogliente. Non è stato Giuseppe Conte a metterci tutti a casa. Ci siamo messi da soli, e da tempo. Il cervello, semmai, l’abbiamo lasciato nell’indifferenziata.

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Mr. Bloogger

Mr. Bloogger

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