Economia

Dalla Cina con… apprensione

Il problema del virus cinese sta dimostrando tutta la sua capacità lesiva, non solo da un punto di vista di salute dei cittadini, ma anche da un punto di vista economico. Prato è stata definita a suo tempo, una città laboratorio, una città di sperimentazione. L’abnorme e assolutamente ingiustificata presenza a Prato di cittadini di origine cinese, trova in questo momento la città come in bilico, fra la ripresa di una normale attività e la paura di un crollo.

Bene ha fatto il Sindaco a chiedere una attenzione particolare per la crisi in atto che , al momento, non presenta forti criticità ma che fa stare tutti con il fiato sospeso. Alla particolare situazione, da un punto di vista igienico-sanitaria, il virus sta creando anche problemi da un punto di vista economico.

La scellerata globalizzazione mondiale, attuata negli ultimi trent’anni, senza nessun tipo di controllo di salvaguardia per le nostre imprese, ha creato disoccupazione in tutti i settori e dipendenza in molti settori economici dalle aziende produttrici cinesi.

«L’impatto del problema coranavirus sul mondo dei trasporti è abbastanza pesante – ci aggiorna Monica Bruni, import supervisor della D.B Group Spa, una delle società di trasporti internazionali più presenti sul mercato cinese -. Il prolungarsi del Capodanno cinese fino al 9 febbraio, con chiusura degli uffici e delle fabbriche, bloccando sia la produzione dei prodotti ma anche la logistica delle spedizioni, sta creando non pochi problemi».

«Per il momento le spedizioni in export dalla Cina verso l’Italia sono praticamente ferme, mentre è ancora garantito lo sbarco delle navi e degli aerei che continuano ad arrivare nei porti ed aereoporti cinesi – continua Bruni -. Questo non risolve comunque la situazione visto che, una volta sbarcate, le merci rimangono negli spazi portuali e aereoportuali per impossibilità di essere sdoganate e consegnate».

»Le notizie con i nostri colleghi cinesi sono giornaliere ma, anche se continuano a contattarci da casa , tutti gli uffici operativi e i magazzini sono chiusi. Viviamo una vera situazione di stallo, in attesa di vedere cosa succederà dopo il 9 febbraio – spiega la manager della D.B Group Spa -. In ogni caso, anche se le spedizioni dovessero ripartire in maniera regolare, sono previsti ritardi e congestionamenti che sicuramente si ripercuoteranno per tutto il prossimo mese».

«Non va sottovalutato il fatto che, anche se gli aerei Cargo non hanno subito restrizioni (eccetto qualche compagnia minore, come la China Eastern Airlines, che ha sospeso i voli verso Fiumicino fino ad aprile) molte compagnie aeree hanno bloccato i voli passeggeri, che però trasportano nelle stive anche container per le merci» prosegue Bruni.

E conclude: «Naturalmente il perdurare dell’epidemia potrebbe coinvolgere sia il trasporto marittimo che aereo in maniera ancora piu pesante, con misure restrittive per gli operatori aerei e marittimi che viaggiano sui mezzi da e per la Cina. Inoltre il prolungarsi della situazione, provocherà sicuramente una sensibile diminuzione della produzione Cinese, con conseguenze negative difficilmente quantificabili sull’intera filiera dei trasporti».

Nella foto: Monica Bruni con Giancarlo Aiazzi, branch manager della Filiale di Prato di D.B Group Spa

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Redazione

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