Calcio

La legge del più forte

TORINO (Dal nostro inviato) – Nel ventiduesimo turno del campionato, nel turno del lunch match, i viola affrontano all’Allianz Stadium, la capolista Juventus. Anche se nelle ultime ore del mercato invernale, sono arrivati diversi rinforzi, alcuni in prospettiva futura, la squadra di Iachini, affronta la corazzata bianconera in formazione rimaneggiata, causa infortuni e squalifiche. Pesanti le assenze di Castrovilli in mediana, Milenkovic e Caceres in difesa.

All’Allianz il pubblico delle grandi occasioni, un colpo d’occhio  suggestivo, con la presenza di 40.171 spettatori, nel settore ospiti 763 supporter. Gli undici titolari, in completo viola, partono con il modulo del 3-5-2, Dragowski, Ceccherini, Pezzella, Igor (al suo esordio), Lirola, Pulgar, Benassi, Dalbert, Chiesa, Cutrone.

Nei primi quindici minuti fase di studio delle due squadre, gara equilibrata, la Juve prova qualche affondo, i viola rispondono con qualche contropiede, due azioni hanno visto i portieri in evidenza, un tiro di Pulgar parato da Szczesny, un colpo di testa di Bonucci respinto da Dragowski.

Poi la partita si accende con due occasioni per gli ospiti, grande parata ancora del portiere bianconero su colpo di tacco di Chiesa, ancora il polacco su un gran tiro di Lirola. Al trentanovesimo da un tiro di Pjanic dalla destra in area, Pezzella sembra toccare con un braccio il pallone, l’arbitro Pasqua,  richiamato alla visione del Var, concede la massima punizione. Dagli undici metri Cristiano Ronaldo porta in vantaggio la squadra bianconera.

Buone le ripartenze dei giocatori viola, gli avversari gestiscono il vantaggio con possesso palla, dopo tre minuti di recupero si va all’intervallo. Nella ripresa prima chance viola per riportare in pari la gara, un tiro di Benassi deviato in area, Dalbert recupera ma il tiro termina in angolo.

Spesso l’arbitro lascia correre su diversi falli, evidente una gomitata di Ronaldo su Ceccherini non sanzionata. Il primo cambio nei viola è l’ingresso di Vlahovic per Ghezzal. Anche Dragoswki si supera su un tiro di Higuain. Il secondo cambio esce Cutrone per Sottil.

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Al settantacinquesimo occasione per i viola, schema da punizione, con Pezzella che aggancia e crossa nel mezzo, il pallone torna al capitano che al volo colpisce Sottil. Due minuti dopo episodio al limite dell’area, Ceccherini difende la palla davanti al centrocampista Betancur, l’arbitro fischia un secondo rigore.

Dopo reiterate discussioni dei giocatori viola, si avvale anche del Var, e conferma la decisione presa. Il difensore Ceccherini viene ammonito per proteste. Si porta sul dischetto ancora il portoghese numero 7, che realizza una doppietta.

I viola accusano il colpo, la Juve gestisce la gara. Nelle fasi finali esordio di Agudelo (arrivato da pochi giorni) al posto di Lirola. Nei sei minuti di recupero, il terzo goal della Juve, da un corner di Dybala, colpo di testa di De Ligt, che chiude la gara.

Prima sconfitta per la squadra di Iachini, che fino al secondo presunto rigore ha tenuto testa alla capolista, e ha disputato nel complesso una buona gara. La corazzata primatista prevedibile e mai pericolosa, non ha dato un ritmo elevato alla gara, ha cercato di controllare con un totale possesso palla, ha ottenuto il massimo con il minimo sforzo.

La Fiorentina non ha demeritato e sul campo avrebbe meritato il pari, il risultato troppo pesante non raffigura il contesto della gara. Dopo lo svantaggio iniziale non si è disunita, ha concesso pochi spazi, ha ceduto fisicamente solo dopo il secondo rigore, il divario tecnico non è stato cosi evidente, sfortunata nelle occasioni avute, anche se ancora sotto porta manca la lucidità degli attaccanti.

Pochi commenti sui singoli, tutti d’accordo sulla prova positiva del neo acquisto Igor, già inserito nel gruppo, che potrà essere utile alla squadra. Dopo la sintesi della gara, le dolenti note, la conduzione dell’arbitro di turno Fabrizio Pasqua, protagonista negativo della giornata. Il suo operato ha portato i soliti dubbi e le tristi polemiche sulla correttezza dello svolgimento della gara.

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Dopo l’introduzione del Var, sembrava che il problema fosse almeno in parte risolto, e l’ausilio delle immagini portassero a risolvere le situazioni dubbie, anche se da regolamento la decisione finale spetta all’arbitro. Spesso invece si parla di difformità e decisioni discordanti a seconda delle squadre e degli episodi che si vanno a valutare.

Nel caso dei due rigori, il primo poteva starci dopo essere stato visionato, ma a situazioni invertite, sarebbe stato dato alla Fiorentina? Sul secondo i pareri sono unanimi, dalle diverse angolazioni, il difensore viola si mette avanti e lo juventino Bentacur accentua la caduta, rigore inesistente.

Se sul primo restano incertezze, il secondo episodio ha scaturito la giusta indignazione e rabbia del presidente viola Rocco Commisso, che nel post gara ha parlato di un arbitraggio deplorevole, di un sistema calcio che non funziona, di disparità viste nelle ultime gare (Genoa, Inter, Juve), chiedendo rispetto ma non favoritismi.

L’ambiente viola tante volte penalizzato e mai difeso, ha manifestato la massima soddisfazione e la totale vicinanza al patron. Perché le gare non le decidono solo i rigori dati o non dati, ma soprattutto le ammonizioni sistematiche che portano alla squalifica, i falli non sanzionati che permettono di continuare a pestare gli avversari, le proteste reiterate che si permettono solo ad alcuni giocatori, ad alcune squadre, un sistema ben articolato. Quello che un tempo si diceva essere la sudditanza psicologica, la legge del più forte, a scapito delle piccole società, che si sperava fosse archiviata ma che notiamo sempre attuale anche se spesso nascosta abilmente.

Dopo le polemiche accese del post Juve, la Fiorentina torna il prossimo sabato al Franchi, in un’altra gara ad alta tensione, non solo per il temibile avversario, l’Atalanta, ma anche per il suo allenatore mister Gasperini (insignito della panchina d’oro), che negli ultimi anni con le sue pesanti dichiarazioni, ha creato un clima ostile e difficile. Speriamo possa parlare solo il campo, per ritrovare credibilità e correttezza, nello sport più amato e seguito nel mondo.

Autore

Patrizia Iannicelli

Patrizia Iannicelli

Giornalista, da sempre tifosa della Fiorentina.

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