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Livorno, Modigliani e ArteMia: un successo

Alla fine dell’Ottocento  Livorno era una città che stava cambiando faccia. L’unità d’Italia aveva portato a Livorno l’Accademia Navale, necessaria per formare gli equipaggi della Regia Marina i cui marinai e ufficiali spesso non parlavano nemmeno la stessa lingua e usavano un gergo marinaro diverso a seconda che provenissero dall’ex Regno delle Due Sicilie o dal Regno di Piemonte e Sardegna.

A Livorno si parlava italiano e non un dialetto. In città avevano trovato sede anche le acciaierie Orlando per la cantieristica. Un grande cambiamento per la vecchia roccaforte medicea, da sempre tutta dedita ai traffici e alle attività collegate al mare. Che cosa poteva fare a Livorno un giovane artista a cui del mare non importava nulla e che altro non aveva in mente che dipingere e scolpire? Niente.

Amedeo Modigliani , nacque a Livorno ma trovò il suo habitat naturale a Parigi che, all’inizio del secolo scorso, era la capitale mondiale della cultura e delle arti. A Parigi Modigliani, soprannominato Modì dalle francesi, lavorò alacremente per tutta la sua vita, una vita breve e sregolata. Oltre che di estro artistico era anche dotato di grande bellezza e fascino.

Nonostante soffrisse di problemi polmonari furono molti i letti delle signore parigine che lo ebbero come passeggero frequentatore.  Morì  a Parigi, a soli 36 anni, di tubercolosi, povero, probabilmente senza aver avuto un vero amore che lo potesse redimere. Le donne dei suoi quadri, oltre ad avere i loro caratteristici lunghi colli, sono quasi sempre rappresentate senza occhi, a dimostrazione della loro anonimia spirituale.

A Livorno Modigliani c’è tornato, con tutti gli onori, in questi ultimi mesi a cento anni dalla sua morte avvenuta  nel 1920. La città gli ha dedicato una grande mostra  raccogliendo opere da collezioni dei privati che fin da subito dopo la sua morte si erano accaparrati tutti i suoi quadri e disegni. Proprio per questo motivo la mostra è una occasione unica per ammirare le sue opere fino a febbraio, quando chiuderà i battenti, ed i quadri torneranno nei salotti dei loro proprietar,   

A questo appuntamento di Livorno non poteva mancare Arte Mia che con la sua solita professionalità ha organizzato una visita al Museo, radunando un folto numero di appassionati pratesi fa cui molti soci di Perché Verdi Viva che di Livorno e di un altro suo figliol prodigo, Mascagni contemporaneo di Modì,  si è interessata di recente. 

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Redazione

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