Ombre Rosse

Fondo Salva Stati? … e non rompete!

Roberto Gualtieri è la prova che una qualche logica il sistema ce l’ha. Dice: in democrazia, ognuno – ma veramente ognuno – può aspirare alle massime cariche dello stato. Oddio, ultimamente siamo più schizzinosi di una volta. Pretendiamo che quell’ognuno abbia il curriculum vitae adeguato.

Detto fatto. Gualtieri, per esempio: è professore di storia contemporanea alla Sapienza di Roma (daje, ancora ‘sti professori); suona la chitarra, soprattutto le canzoni di un certo background tipo Avanti popolo alla riscossa; è annoverato tra i padri fondatori del Partito Democratico su mandato di Romano Prodi (e ci voleva coraggio, indubbiamente).

Roberto Gualtieri e Romano Prodi

Dove lo metti uno così? Ma che discorsi, all’economia. E’ il suo pane. Intanto al MEF del Governo Conte II, o bis Conte che dirsi voglia, non se ne trovava tanti disposti ad andarci. Tassare le merendine e detassare gli assorbenti sono manovre che avrebbero fatto la gioia di John Maynard Keynes o di Milton Friedman.

Per i detrattori, le giustificazioni teoriche della manovra che dovrebbe sterilizzare al posto dell’Iva la maggioranza degli abitanti di questo Paese le trovi nel testo di Bandiera Rossa, e nella fregola con cui a Bruxelles la Ursula aspetta la nostra finanziaria per farla verde.

Per gli estimatori, deve parare le terga a Conte. Anzi, a bis Conte. Non uscirsene con quelle domande a bruciapelo di economia politica del primo anno che Tria sollevava ogni tanto quando i giallorossi erano gialloverdi. Juncker rispondeva a fiatate di vodka, insomma, una cosa imbarazzante. 

Roberto Gualtieri quando suonava Bandiera Rossa

Gualtieri in Europa alla UE ci ha sguazzato per un paio di legislature. E’ tra gli autori del Patto di Stabilità, insieme a quel Daniel Cohn Bendit che del maggio francese si ricorda ormai soltanto quant’era bona Brigitte Bardot (peccato fosse così borghese!).

Come quel Gualtieri Senza Averi che accompagnò Pietro l’Eremita nella Crociata dei Pezzenti (finirono tutti trucidati dai Turchi, con il plauso incondizionato dell’Europa Cristiana dopo che avevano devastato selvaggiamente tutti i territori attraversati tra la Francia e la Terrasanta), Gualtieri Senza Titoli devasta l’economia come la prassi istituzionale.

Intervistato dalla stampa a proposito della mancata comunicazione al Parlamento della sottoscrizione del Trattato sul Fondo Salva Stati (MES, acronimo che coincide quasi con l’inglese mess=casino), il Gualtieri ha risposto candidamente: «E’ sul sito dell’Unione Europea». Andatevelo a leggere. E non rompete i coglioni.

Autore

Mr. Bloogger

Mr. Bloogger

Lascia un commento