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Alessandra Di Franco, una giovane ricercatrice pratese di successo

Classe 1984, laureata con lode alla specialistica di Biotecnologie, assegnista, ed in seguito, dottore di ricerca, premiata come miglior giovane ricercatrice a livello italiano al congresso dell’European Society of Endocrinology a Breslavia e vincitrice di numerosi premi, tra cui l’Ese Travel Grant 18th European Congress of Endocrinology ECE nel 2016. Stiamo parlando della Dott.ssa Alessandra Di Franco, una giovane biotecnologa pratese che si è subito distinta per il suo impegno e le sue capacità nell’ambito di ricerca sulle cellule staminali, riuscendo a conciliare una brillante carriera con la vita privata.

La giovane donna si è diplomata al Liceo Socio-Psico-Pedagogico G. Rodari di Prato nel 2003 ed in seguito ha conseguito una laurea triennale alla facoltà di Biotecnologie di Firenze, sviluppando una grande passione per la ricerca. Passione che si è perpetrata nel tempo, infatti, senza esitazione Alessandra decise di continuare gli studi: «Durante il terzo anno della triennale fui accolta dalla Professoressa Luconi come tesista nel suo laboratorio, collaborazione che si ripeté alla specialistica di Biotecnologie mediche ed in un successivo tirocinio».

Da piccolissima la Di Franco aveva altre ambizioni e da amante degli animali avrebbe voluto fare la veterinaria. «Ci provai, ma bocciai all’esame di ammissione e, non avendo intenzione di perdere anni ed essendo una persona molto creativa e curiosa, alla fine, dopo un’attenta valutazione di quelli che potevano essere gli sbocchi lavorativi, scelsi biotecnologie».

Una scelta non distante dalle sue propensioni infatti – ci racconta – in età infantile il suo gioco preferito era il Piccolo Chimico, un’attività ludica che fu profetica e che ci fa comprendere quanto il ruolo di ricercatrice sia una professione che le calza a pennello.

Alessandra ha lavorato e lavora attualmente sulle cellule staminali, in particolare, sulle cellule staminali isolate da tessuto adiposo ed il laboratorio dove attualmente svolge la sua attività si occupa, tra i diversi argomenti di studio che affronta, di analizzare in profondità i meccanismi metabolici alla base della disfunzione metabolica in modo tale da proporre nuove strategie terapeutiche per il trattamento di quei disturbi che si presentano nei soggetti obesi.

La Dottoressa quando scelse di intraprendere la strada di ricercatrice sapeva bene che sarebbe stato un percorso difficile perché, talvolta, coloro che fanno ciò di mestiere incorrono nel precariato. Ma la sua passione, il suo impegno ed il piacere che trova nel ricoprire la sua posizione, l’hanno spinta ad andare avanti, vincendo nel 2012 un dottorato di ricerca e conseguendo nel 2016 il titolo di Dottore di ricerca.

Non solo, Alessandra è stata premiata nel maggio 2014 come miglior giovane ricercatrice italiana al congresso dell’European Society of Endocrinology, a Breslavia (Polonia): «Un’esperienza per me unica, sono stata premiata per il lavoro che stavo svolgendo durante il mio dottorato e quello è un progetto che ho portato nel cuore, iniziato e finito da sola con i miei sforzi e con la guida della Professoressa Luconi…una grande soddisfazione!».

E da allora altre gratificazioni e premi sono arrivati, come l’Ese Travel Grant 18th European Congress of Endocrinology ECE nel 2014 e l’Ese Travel Grant 16th European Congress of Endocrinology ECE nel 2016.

Dai suoi impegni lavorativi e dai riconoscimenti che ha ottenuto, percepiamo quanto la donna ami il suo lavoro, un impegno che deve conciliare col privato perché Alessandra è stata sposata ed adesso convive con un compagno da cui ha avuto un figlio, Diego Achille.

«Sono madre di un bambino straordinario che mi riempie di gioia, tuttavia, conciliare famiglia e lavoro è davvero difficile e se ci riesco devo ringraziare i miei genitori ed il mio capo, la Professoressa Luconi, molto disponibile a venirmi incontro con gli orari di lavoro».

Essendoci stata data l’opportunità di scambiare due chiacchiere con una donna in carriera, soddisfatta del suo lavoro, abbiamo colto l’occasione di chiederle un consiglio da indirizzare a coloro che vogliono realizzarsi a livello lavorativo ed Alessandra ci ha risposto così:

«Sembra la solita frase scontata ma è troppo vera… seguite i vostri sogni. Capisco che il mondo lavorativo di oggi non è molto fiorente ma se una persona vuole veramente realizzarsi nel lavoro deve avere la fortuna di fare quello che veramente ama fare. Solo così riesci a sentirti completo e ad avere davvero delle grandi soddisfazioni».

«Io, ripeto, da una parte sono stata fortunata, ho saputo giocare le mie carte e mi godo per adesso la carriera e tutte le gratifiche che ne derivano. Probabilmente presto mi dovrò rimettere in ballo perché è così per la maggior parte dei ricercatori, ma le esperienze e la serenità che ho acquisito in questi anni stupendi, mi daranno la grinta per farlo».

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Redazione

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