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Ilaria Bugetti, quando la passione per la politica diventa un lavoro

Nonostante i nobili proclami sulle pari opportunità di genere nel contesto lavorativo, molti settori e cariche risultano ancora oggi difficilmente accessibili per le donne. La politica, per esempio, è un campo che da sempre ha modi e tempi molto maschili, il ché comporta una grossa difficoltà di ingresso per il genere femminile.

Tuttavia, c’è chi con passione ed impegno è riuscito a ritagliarsi uno spazio in un mondo così ostico e competitivo. Stiamo parlando di Ilaria Bugetti, ex sindaco di Cantagallo, attuale Consigliere Regionale per il Pd nel collegio di Prato e Segretario Provinciale della Federazione Toscana.

Nel suo curriculum si legge che si è diplomata al Liceo Scientifico Niccolò Copernico, ha conseguito una laurea in Relazioni Internazionali presso l’università di Scienze Politiche Cesare Alfieri di Firenze ed, infine, ha frequentato un master di cooperazione internazionale presso la Scuola S.Anna di Pisa, diventando Junior Researcher.

«La politica – ci racconta – è sempre stata la mia passione ma non avevo mai impostato la mia vita come se fosse una priorità assoluta o come se dovesse rappresentare un modello di carriera». Ad ogni modo, è riuscita a fare di una passione il suo lavoro, infatti, ha dovuto lasciare il suo impegno di ricercatrice per ricoprire a pieno la veste di primo cittadino: «Quando mi si presentò l’opportunità di diventare sindaco pensai che avrei potuto conciliare ciò con il ruolo di ricercatrice, ma portare avanti i due progetti assieme fu impossibile».

Dovette fare una scelta perché come ben sappiamo la politica, se fatta bene, è una missione che occupa gran parte del tempo di una persona. E’ un’attività costante da coltivare giorno per giorno, così, Ilaria si trovò davanti ad un bivio e scelse di abbandonare il percorso universitario per quello politico.

Nel 2004 divenne sindaco e fu riconfermata nel 2009. Questa carica la impegnò tantissimo e come possiamo immaginare fu difficile conciliare la sfera privata con l’attività lavorativa: «Ho una figlia di 15 anni e quando sono stata eletta sindaco lei non aveva neppure un anno. La mia fortuna è stata quella di avere una rete familiare che mi ha sostenuto e protetto in questa mia passione, coprendo i buchi di tempo in cui non c’ero».

«Ricoprire quel ruolo – ci confida la Bugetti – fu un’esperienza unica, una palestra che l’ha formata in vista di ogni passo successivo ed il contatto diretto e costante con i cittadini è stato uno degli aspetti che più ha amato del suo lavoro». Dopo questa carica, un altro traguardo importante è stato l’elezione come consigliere regionale, un bel risultato ottenuto stando fra la gente e riscuotendo un consenso importante che la donna si era costruita negli anni.

Due elementi che hanno contribuito al suo successo, assieme alla preparazione ed alla determinazione, sono stati sicuramente l’empatia e la sensibilità verso gli altri perché – ci ha spiegato Ilaria – per realizzarsi occorre sicuramente studiare ed approfondire, ma non basta. Infatti, in un mondo dove l’apparenza pare contare più della sostanza c’è bisogno di un occhio attento, capace di guardare nel profondo e per riuscire a fare ciò occorre accostare alle competenze una buona sensibilità.

Ilaria Bugetti, come abbiamo detto, è consigliare regionale Pd ed il suo partito di appartenenza sta passando un periodo critico, basti pensare che lo scorso 4 marzo ha perso molti comuni, soprattutto in Toscana, luogo caratterizzato da una forte subcultura di centro-sinistra che rimaneva forte e salda nei circoli delle persone.

«Capire il perché di ciò è difficile e c’è la necessità di ricostruire un legame forte con la società in maniera contemporanea perché purtroppo non siamo stati in grado di comprendere e gestire i cambiamenti che si sono verificati. Questo ha comportato che le cose buone fatte non siano riuscite ad arrivare agli elettori».

Nel 2019 si terranno le elezioni amministrative e si vocifera che la Bugetti potrebbe essere la candidata a sindaco di Prato: «Ringrazio molto le persone che hanno quest’idea ma non è il mio obiettivo – ci ha risposto-. Non sono interessata a quell’impegno e penso che sia un errore cambiare sindaco dopo il primo mandato, almeno che non siano stati commessi errori madornali».

«Sicuramente c’è qualcosa da cambiare nel modo di fare politica a Prato ed il modo in cui si interagisce con gli altri è molto importante. Spesso confondiamo lo scontro verbale con una dialettica sana e – ci dice Ilaria – vicinanza alla gente, gentilezza, delicatezza e rispetto sono le componenti per una sana politica».

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Redazione

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