Massoneria

Massoneria, il sequestro degli elenchi: intervista al Gran Maestro Stefano Bisi

Il primo marzo la commissione parlamentare Antimafia, in seguito alle indagini del processo Ghota, ha deliberato il sequestro degli elenchi degli iscritti alle logge di Calabria e Sicilia delle quattro principali associazioni massoniche. Gli eventi degli ultimi giorni sono stati raccontati con un tono velato di amarezza e risentimento da Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, che è intervenuto alla conferenza Libertà di Associazione e Massoneria Femminile organizzato nel Salone del Consiglio della Provincia di Prato. Al termine del convegno il Gran Maestro si è reso disponibile a rispondere alla nostre domande.

Il sequestro degli elenchi ripropone l’annoso problema del diritto alla privacy e della compatibilità con il divieto di associazionismo segreto. Qual è la posizione del Grande Oriente d’Italia in merito?«Il problema non è della segretezza degli elenchi dei fratelli del grande oriente d’Italia il problema è che è in gioco il diritto di associazione, questo diritto non obbliga chi fa parte di una associazione a rivelare che fa parte di una associazione è un suo diritto dirlo o non dirlo. In questa maniera si cerca di dire che gli appartenenti ad una associazione sono potenzialmente malavitosi. Io non ho mai detto che non dico chi sono i fratelli del Grande Oriente d’Italia se mi diranno i nomi di quelli che loro pensano siano malavitosi io risponderò dicendo se sono con noi o meno, anche perché è nell’interesse del Grande Oriente d’Italia non avere tra i propri iscritti chi è colluso con la ‘ndrangheta e con la mafia».

Come giudica l’inchiesta della Commissione Antimafia sui rapporti tra le Logge e la criminalità organizzata? Ci sono prove vere e proprie che giustificano le azioni della commissione?«In quello che si è letto nel decreto di perquisizione e di sequestro non c’è scritto nulla di tutto questo, quindi l’atto che ha fatto la commissione Antimafia è un atto illegale che non avrebbe potuto fare un magistrato della Repubblica».

Nel corso degli anni l’immagine della Massoneria è stata spesso attaccata e intaccata dai mass media in particolare, quali provvedimenti intende adottare il GOI a tutela della propria immagine?«Di continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto che sono attività culturali e pubbliche molto intense tante iniziative anche in toscana e in questa città, Prato.  Continuare nelle nostre attività rituali con i nostri grembiuli e i nostri simboli che servono queste attività rituali da palestra di educazione civica che non si insegna più a scuola e che dice che dobbiamo parlare uno alla volta, cosa che in parlamento non fanno perché di solito sovrappongo le loro voci. Poi continuare con le attività di solidarietà. Quando l’altro giorno i Finanzieri sono arrivati al Vascello, la sede del Grande Oriente d’Italia, io ero appena tornato da Norcia. A Norcia dove il Grande Oriente d’Italia ha donato il progetto e l’impianto di illuminazione del campo sportivo, una richiesta che c’era stata fatta dall’amministrazione comunale di Norcia e dai ragazzi di quella società sportiva. È stato un momento emozionante, forte ma è uno dei tanti momenti emozionanti e forti di cui è protagonista il Grande Oriente d’Italia che fa delle opere senza neppure troppo pubblicizzare perché noi non vogliamo metterci una medaglia al petto per quello che di noi facciamo ma l’importante è questa medaglietta attaccarcela al cuore, questa è la nostra risposta a chi ci vuole denigrare. E non andiamo indietro a rievocare la storia dell’unità d’Italia che tanti massoni hanno fatto non vogliamo andare indietro a rievocare la storia della nostra repubblica ma parliamo di oggi e se poi vogliamo andare indietro ricordo a tutti che l’emblema di quella Repubblica Italiana che è su tutta le carte bollate è stata disegnata da un massone che si chiamava Paolo Paschetto. Visto che ora ci avviciniamo al 24 marzo all’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, ricordo che tra coloro che furono trucidati c’erano anche 18 Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia e noi il 24 marzo li ricorderemo solennemente».

La normativa in materia di libero associazionismo è esaustiva o andrà in qualche modo rivista perché incompleta?«Il Grande Oriente d’Italia non è un partito politico perciò i partiti che sono rappresentati in parlamento potrebbero loro fare, anzi sarebbe loro compito fare una legge sulle associazioni, la facciano è anche nel nostro interesse. È da tanto che i Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia dicono che serve una legge apposita sulle associazioni che ancora non è stata fatta. Perché non sia stata fatta ancora è da chiedere a chi siede in parlamento a cominciare da coloro che compongono la commissione antimafia».

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Mr. Bloogger

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