Peccato, ragazze

di Patrizia Iannicelli

Stephanie Ohrstrom, una bella partita, un solo errore

Giornata infausta anche per la Fiorentina Women’s, con la differenza che rispetto a quello dei maschi l’avversario di giornata delle femmine era il più forte che ci possa essere in Italia adesso. Verrebbe comunque da parlare di kharma negativo anche in questo caso, perché la Fiorentina di Antonio Cincotta esce dal campo dello stadio Piola di Vercelli con lo stesso risultato delle ultime due precedenti circostanze, la finale di Supercoppa a Cesena ed il match decisivo della stagione scorsa allo Stadium di Torino.

Rispetto a Cesena, le viola concedono anche stavolta un tempo alla Juve, prima di organizzarsi a dovere e cercare di rispondere al fuoco nemico (un tiro della Parisi subentrata nella ripresa è purtroppo tutto quanto si può leggere a referto circa la prestazione in attacco delle nostre women’s). Ma se a Cesena era sembrata più che altro una questione di atteggiamento sbagliato, stavolta sembra proprio che le bianconere abbiano un qualcosa in più rispetto alle nostre ragazze da mettere in campo. Si sente l’assenza di Alia Guagni e la presenza di un centrocampo che non riesce ad essere all’altezza di quello avversario, fornendo poche occasioni alle punte di mettersi in mostra.

Rispetto all’anno scorso a Torino, si registra comunque anche in questo caso alla fine soltanto una vittoria di misura per le forti Women della Juve. Causata anche in questo caso da una papera del portiere. L’anno scorso fu la nuova entrata Durante a farsi sorprendere forse dall’emozione di giocare di fronte a 39.000 spettatori (il record storico del calcio femminile in Italia), stavolta è la veterana Ohrstrom a battezzare fuori un traversone sbilenco che va invece sulla traversa e poi sulla testa della bianconera Girelli, che non perdona. Errore che sarebbe anch’esso imperdonabile, se non fosse che la portierona viola salva il risultato in diverse altre circostanze prima della fine.

Antonio Cincotta: «Firenze non molla»

Antonio Cincotta: «Firenze non molla»

A fine partita, un Cincotta per nulla abbattuto parla di Firenze che non molla, e la cosa ci rincuora non poco nel momento in cui sembrano aver mollato  una volta di più i colleghi maschi e  l’onore calcistico della città resta affidato a queste ragazze che comunque ci mettono come sempre tutto quello che hanno, e non è poco.

Restano terze in classifica, non potendo approfittare della caduta delle ragazze del Milan a San Gimignano. Ma la strada continua, e per quanto dura possa essere (soprattutto per tornare a battere le rivali bianconere) l’unico errore imperdonabile, come dice Confucio, sarebbe non percorrerla fino in fondo.

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