Finchè regna Turandot

di Adolfo Galli

turandot-191202-001Domenica pomeriggio è andata in scena al Politeama pratese Turandot di Puccini. Già, proprio la solita Turandot del crowdfunding del Museo del Tessuto per il restauro dei suoi  storici abiti, la solita  Turandot portata in scena dalla soprano pratese Iva Pacetti, ricordata dall’associazione Perché Verdi Viva. E’ sempre lei la principessa di gelo.

L’opera Turandot deve il suo successo mondiale ad una serie di  serie di concomitanze e di eventi. Innanzitutto è stata l’ultima opera di Puccini, la sua incompiuta, infatti, il maestro morì prima di poterne scrivere il finale che fu scritta in un periodo – gli anni venti del secolo scorso – in cui ormai l’opera lirica era al suo tramonto, scalzata dal suo trono di regina dei teatri dal nuovo mostro di comunicazione di massa: il cinema.

Infine, nonostante sia ricca di bellissime romanze, musiche e sonorità  di avanguardia, è divenuta un must, quasi un inno nazionale, quel nessun dorma – all’alba vincerò, resa famosa per il grande pubblico dall’interpretazione del grande Pavarotti che, a partire dagli anni ottanta, l’ha proposta e magistralmente interpretata in tutti i teatri del Mondo.

Al Ridotto del Politeama domenica, prima dello spettacolo, Goffredo Gori ha fatto una premessa mettendo in evidenza tutti questi fattori ed altri ancora che sono stati determinanti per il successo dell’Opera. Lo spettacolo è stato innanzitutto un grande successo di Pratolirica che, sotto la direzione dell’instancabile Monica Coppini e del suo staff composto da Nicola Mottaran e  Mayumi Kuroki  sono riusciti a gestire contemporaneamente l’insieme dei cori con la scuola Verdi, gli interpreti cinesi e l’orchestra di Roberto Bonvissuto.

Gli interpreti principali, Maria Cianchi nei panni di Turandot, Francesco Fortes in quelli di Calaf e Luo Yu dolce interprete di Liù, sono stati bravissimi e hanno riscosso il favore e il plauso del pubblico che ha riempito completamente  il Politeama Pratese.

Una annata  in nome di Turandot quella del 2019, ma che avrà un importante seguito nel prossimo anno quando  sarà inaugurata la mostra degli abiti storici restaurati  al Museo del Tessuto e con le  altre importanti iniziative  che vedranno cooperare fra di loro varie associazioni ed enti culturali pratesi.

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