Commercialisti e imprese alla prova del passaggio generazionale

di Redazione

commercialistiprato-191116-001PRATO – Per le imprese familiari, a Prato come nel resto della Toscana, il passaggio generazionale rappresenta davvero una partita decisiva che, se non ben giocata, può compromettere definitivamente il patrimonio, non solo economico ma anche sociale, rappresentato dalla stessa azienda. Se ne è parlato ieri pomeriggio a Prato nel corso dell’iniziativa promossa dalla Conferenza degli Ordini dei dottori Commercialisti e degli Esperti contabili della Toscana che ha puntato i riflettori sulla fiscalità nei passaggi generazionali. Davvero numerosi i professionisti presenti a Prato e collegati, in diretta streaming, con le sedi dei diversi Ordini dei commercialisti della Toscana.

Se quello pratese è uno dei distretti creati a misura di azienda di famiglia, dei 4 milioni e mezzo di imprese censite in Italia nel 2019 da Unioncamere il 73% è costituito da imprese familiari. Non solo: entro il 2025 – sempre secondo i dati Unioncamere – oltre il 50% degli imprenditori, molti dei quali hanno superato i 70 anni, abbandoneranno la guida delle aziende di cui, nella maggior parte dei casi, sono stati fondatori. Si tratta di lasciare il timone a nuovi capitani d’impresa e il passaggio è decisamente delicato.

«L’obiettivo è prima di tutto la protezione dei beni dell’impresa, la salvaguardia dell’azienda intesa come attività produttiva e capacità di mantenere il lavoro. È un passaggio che va preparato con grande cura, cercando di guardare al futuro dell’impresa», sottolinea Filippo Ravone, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Prato.

Al Palazzo delle professioni sono stati passati in rassegna tutti gli strumenti a disposizione per gestire il passaggio generazionale che oggi, nella maggior parte dei casi, si concretizza attraverso la cessione di quote aziendali. Dal trust, su cui è intervenuto Domenico Mazzone (Ordine di Prato), alla holding di famiglia, illustrata da Stefano Benedetti (Ordine di Arezzo), passando dalle donazioni su cui è intervenuto il notaio Massimo Palazzo.

Dei Patti di famiglia, strumento ancora poco utilizzato ha parlato Gian Paolo Tanganelli, dell’Ordine di Firenze, mettendone in evidenza i vantaggi: consente all’imprenditore di trasferire l’azienda al discendente con maggiori qualità imprenditoriali, pianifica il passaggio generazionale quando l’imprenditore è in vita magari con un accordo tra i discendenti, dà stabilità al passaggio ed evita le controversie ereditarie.

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