Adiòs, Lorenzo Guerrero

di Mr. Bloogger

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«E’ difficile mettersi nei panni di un altro, ognuno ha il suo orologio, sono cose personali e ogni pilota sente se è giunto il tempo di smettere». E’ il commento di Valentino Rossi al fatto del giorno. Non è un fatto da poco. Da qualche minuto, Jorge Lorenzo Guerrero, detto el Martillo, ha concluso a Valencia la sua conferenza stampa, nella quale ha annunciato il ritiro dalle corse a fine stagione. Cioé a partire da lunedì. Vale dice che non lo sapeva, ma che se lo aspettava. E il suo commento è giustamente velato di tristezza. «Peccato che finisca la carriera così (…) abbiamo lottato tante volte, siamo stati compagni di squadra per molto tempo, tra alti e bassi. Gli auguro un grande in bocca al lupo per il futuro».

Ha ragione Rossi, e il succo è tutto in quel peccato. Comunque vada il suo prosieguo di carriera, anche per Valentino si chiude un’epoca. Come McEnroe senza Borg, come Coppi senza Bartali, come Lauda senza Hunt, Rossi senza Lorenzo è da chiedersi che cosa sarà. Forse più niente, perché quando se ne va il tuo più grande avversario (Marquez è di un’altra epoca, gioca ad un altro sport, vive su altri pianeti) se ne va la parte più importante di te. Te ne vai anche tu, in un modo o nell’altro.

E’ commosso, Jorge, mentre annuncia la sua decisione nella conferenza che Valentino non ha seguito. «Significa molto avervi tutti qui. Ci sono quattro cose importanti nella vita di un pilota: l’inizio, la prima vittoria, il primo mondiale e il ritiro». Il suo magone è visibile, ma il numero 99 non si ferma, e completa come sempre tutti i giri, fino all’ultimo, ripercorrendo il circuito della sua carriera e della sua vita.

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