Crash test Udinese, tutto ok

di Patrizia Iannicelli

Nikola Milenkovic

L’eroe di giornata Nikola Milenkovic

Nella settima giornata di campionato, la Fiorentina nell’orario del lunch match affronta l’Udinese. Ancora dati record per gli spettatori al Franchi, oggi presenti sugli spalti 37.963, secondo dopo quelli della gara contro la Juventus. Come avviene in Inghilterra, la serie A premia un giocatore che si è maggiormente distinto ogni mese, a settembre il riconoscimento viene assegnato al francese Frank Ribery. Prima della gara il campione è premiato da Joe Barone.

Per la quinta settimana consecutiva mister Montella manda in campo stesso modulo il 3-5-2 e la stessa formazione: Dragowski, Milenkovic, Pezzella (cap.), Caceres, Lirola, Pulgar, Badelj, Castrovilli, Dalbert, Chiesa, Ribery. Come in tutti i campi viene osservato un minuto di silenzio per la scomparsa di Giorgio Squinzi patron del Sassuolo.

Primi minuti della gara concitati, un fallo non sanzionato dall’arbitro esordiente Prontera su Ribery, favorisce un’incursione dei friulani e impegna Dragowski che recupera poi con la difesa gigliata. Gli ospiti sono molto chiusi e si avvalgono della loro fisicità, i viola in difficoltà nel creare e trovare spazi. Alla mezz’ora goal di Nestorovski annullato per precedente fallo di mano di Sema, l’arbitro prima assegna la rete, poi visiona le immagini al Var e indica la rimessa dal fondo.

Si va all’intervallo dopo tre minuti di recupero. Il primo tempo dei viola poco incisivo, molto possesso palla, poche occasioni da rete, le due azioni da segnalare un colpo di testa di Pezzella e un diagonale di Castrovilli. Nella seconda frazione di gioco, ancora l’arbitro in evidenza che favorisce gli ospiti in un paio di occasioni, proteste plateali dei viola Caceres e Ribery.

Frank Ribery

Frank Ribery

Al decimo i viola vicini al gol con Chiesa, il portiere Musso e la difesa evitano il peggio. I friulani si portano in avanti e recuperano metri, la difesa viola si salva con Caceres in corner, anche la mediana con Castrovilli prende fallo, l’allenatore Tudor protesta platealmente contro l’arbitro e viene espulso. Al sessantaquattresimo primo cambio dei viola esce Badelj per Benassi.

Al settantaquattresimo goal di Milenkovic, corner battuto da Pulgar al centro area e colpo di testa del serbo. Pochi istanti e dalla parte opposta un sinistro di Lasagna costringe il portiere polacco Dragowski al corner. Ancora un intervento duro su Ribery, l’arbitro ferma il gioco mentre Chiesa era lanciato in contropiede, molte proteste dei giocatori.

Il secondo cambio esce Castrovilli tra gli applausi, per problemi fisici, al suo posto entra Zurkowski. Ancora Caceres provvidenziale in anticipo ferma un’occasione pericolosa di Lasagna. Ribery anche se stanco incanta ancora il Franchi con dribbling e giocate offensive. All’ottantaseiesimo, ancora applausi per il francese quando lascia il terreno di gioco, al suo posto Ghezzal. Nei minuti finali e nei quattro di recupero, i viola ancora in avanti con Chiesa per Zurkowski il cui tiro è deviato in corner, sugli sviluppi Pulgar in mezzo per Chiesa che viene anticipato. Due grandi interventi di Caceres e finalmente il triplice fischio finale.

L’episodio decisivo del match

L’episodio decisivo del match

Una partita molto fisica, con un avversario ostico e difficile, meno spettacolare della precedente contro il Milan, anche se gli avversari di diversa caratura tecnica. La terza vittoria consecutiva che proietta i ragazzi di Montella nella parte alta di classifica, con una prestazione di carattere, non la migliore, proprio per questo vale il doppio e porta morale e consapevolezza dei propri mezzi.

I protagonisti della gara decisivi nel portare i tre punti, l’autore del goal, secondo della stagione, Nikola Milenkovic, che alla vigilia rischiava di saltare il match per problemi fisici, con una bella prova anche in difesa, l’uruguaiano Martin Caceres un vero pilastro del reparto difensivo, un guerriero insuperabile, per carattere, grinta e preciso negli interventi, il migliore in campo.

La difesa si conferma anche con gli interventi di Dragowski che mantiene per la seconda volta la porta inviolata, e con il capitano Pezzella che oltre a difendere è pronto sotto porta. A centrocampo su tutti il cileno Erick Pulgar prezioso nei calci piazzati, ma anche nello smistare palloni nelle diverse zone, termina con i crampi a dimostrazione di non essersi risparmiato, cosi come Castrovilli ormai una certezza, che mette in campo giocate di qualità, esce per crampi e riceve l’ovazione del Franchi.

La coppia che fa sognare i tifosi Chiesa e Ribery meno spettacolari e pericolosi, ma sempre capaci di creare buone azioni e spunti di bel calcio. Grande euforia al termine della gara, con applausi e cori, quello su Frank (Ribery) scandito a ritmo di tamburo, con l’attesa dei giocatori fuori dal Franchi. Un tris viola che ha riportato l’entusiasmo che mancava da anni.

.

Commenta l'articolo