Museo del Tessuto: A cena con Leonardo

di Adolfo Galli

Il Prof. Ciuffo letti, Morganti e la Contessa d'Entreves

Il Prof. Ciuffo letti, Morganti e la Contessa d’Entreves

PRATO – Il Museo del Tessuto in occasione della Mostra di Leonardo ha organizzato, con l’associazione Chiave di Vino, una serata che riguardava il Genio e il suo rapporto con il cibo e il vino. A fare gli onori di casa per il Museo è stata Arianna Sarti che ha motivato il tema della serata, vale a dire che anche il grande Leonardo, aldilà della sua eccellenza creativa, era pur sempre un uomo, nato e cresciuto nella nostra bella Toscana dove il buon pane e il buon vino fanno parte integrante della vita.

Di questo hanno parlato lo storico Prof. Zeffiro Ciuffoletti e la Contessa Veronica Passerin d’Entreves, ospiti della serata, i quali hanno sottolineato come il Da Vinci, pur essendo nato in zona di Chianti, in realtà non avesse mai posseduto un podere o una vigna, cosa che lui aveva invece sempre desiderato. Solo nella piena maturità, sapendo di fargli cosa gradita, Ludovico il Moro gli fece omaggio di un piccolo podere con relativa vigna proprio in Milano, in una zona che nella città odierna è praticamente in centro ma, allora, era quasi aperta campagna.

Il sogno bucolico di Leonardo durò poco, perché non molto tempo dopo fu costretto ad abbandonare la città insieme al Bramante e a fuggire in Francia. Curioso il fatto che, a distanza di secoli, tale tenuta sia stata riscoperta e che dai vitigni originali la Contessa d’Entreves sia riuscita a produrre un vino dalle caratteristiche molto particolari nella sua Fattoria Dianella. Quindi, il buon vecchio Leonardo, immaginava si, macchine e strumenti d’avanguardia, ma aveva anche passione alla buona tavola e questo è emerso anche dagli oggetti rappresentati proprio nel celebre affresco dell’Ultima Cena.

Al termine della serata, per la soddisfazione del nutrito pubblico intervenuto, sono stati serviti alcuni piatti che avrebbero potuto trovarsi benissimo sulle tavole del ‘500 e i vini prodotti dalla Dianella compreso anche il bianco fatto con i vitigni di Leonardo. Ad un evento così interessante e armonioso non poteva mancare un adeguato sottofondo musicale eseguito da due giovani promesse musicali: Annalivia Walker e Esther Todaro che con la loro arpa e il loro flauto hanno allietato il riuscitissimo evento.

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