L’orologio de’ fochi

di Adolfo Galli

PRATO – Prato ha un grande segnatempo, quasi un orologio, che segna contemporaneamente giorni mesi e anni. Non è un orologio meccanico, nè atomico, ma virtuale e filosofico, unico nel suo genere: l’orologio de i fochi.

Prato - Il Duomo illuminato "da' i fochi"

Prato – Il Duomo illuminato “da’ i fochi”

Il nostro segnatempo è più preciso del sistema anglosassone, che si basa su dodici ore definendole antimeridiane e postmeridiane, noi infatti misuriamo il tempo in prima de’ fochi, pe’ fochi e dopo i fochi. I vecchi pratesi con queste tre definizioni hanno regolato la loro vita nel tempo: un tempo di abitudini, di modus vivendi svincolato da minuti e da inclementi  secondi ma a dimensione umana, seguendo un ritmo tutto particolare.

I fochi in realtà hanno una corrispondenza temporale ben precisa,in quanto altro non sono che i fuochi d’artificio che vengono lanciati l’8 Settembre, in occasione della festa della Madonna, detta della Fiera. Il tempo pratese de’ fochi ha anche un suo profumo, oggi un po’ attenuato,  che nessun orologio al Mondo possiede,  è il profumo dei biscottini che Mattonella sfornava in continuazione, del croccante e anche dei polli che  arrostivano ai bordi di piazza Mercatale o dei Macelli.

Sono i fuochi artificiali che chiudono il periodo festivo della Fiera di Prato, da secoli una manifestazione importante non solo a livello locale ma famosa in tutta la Toscana. La definizione de’ fochi ha assunto nel tempo un significato più allargato, quasi divenendo filosofia di vita.

Arrivare pe’ fochi è quasi una definizione di limite massimo che, a seconda del modo in cui viene detta, può assumere un ritardo irrecuperabile, qualunque sia il tempo medesimo. «Sei arrivato pe’ fochi …il treno è partito» e poco conta  quanto tempo è passato.  Il tessitore che riportava la tela pe’ fochi era oltre il limite e veniva pagato, forse, dopo i fochi il che, tradotto in termini commerciali, poteva significare mesi o anni!.

Una giovine fanciulla che nel corso dell’estate un po’ troppo generosamente si fosse concessa al focoso amante sui prati della Calvana  avesse chiesto al giovine quando si sarebbe presentato a far parte in casa e si fosse sentita rispondere prima de’ fochi, avrebbe avuto qualche speranza, ma se la risposte fosse stata pe’ fochi o peggio dopo i fochi, alla malaccorta fanciulla non sarebbe toccato altro che cercarsi un altro spasimante.

Alla domanda dei ragazzini che si fa pe’ fochi era invece un concetto ben preciso che comprendeva quella settimana in cui svolgeva la fiera ed era di consolazione al pensiero di dover tornare a scuola dopo i fochi.

L’altra notte, anche per quest’anno, ci sono stati  i fochi a chiusura dei festeggiamenti per la Madonna. Sono un po’ diversi da prima perché negli anni molte cose sono cambiate nel tipo di manifestazioni che si sono susseguite nel corso della settimana. Da ora in poi gli impegni e le promesse fatte per dopo i fochi andranno in scadenza: non oggi o domani, ma in questo periodo. C’è da giurarci!

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