Honk Kong: resistere, resistere, resistere

di Adolfo Galli

Le politiche italiane per quanto attiene immigrazione e rapporti con l’Estero sono estremamente ingarbugliate e talmente complesse da essere   difficili  da interpretare e comprendere  anche per gli esperti del settore figuriamoci per i comuni cittadini come noi che vedono la politica estera come il Mondo delle Ombre di Platone. La Cina oggi è una potenza mondiale di primissimo livello che ha occhi e orecchi ovunque e estende il suo potere e la sua influenza in tutto il Mondo e quindi nessuno è particolarmente entusiasta di andare a criticare il suo operato salvo esporsi a rischi e ritorsioni.

hongkong-190906-001 ●Da queste premesse però ci sono alcune considerazioni che sono ineludibili (termine caro al Presidente Mattarella). Ieri la Governatrice di Hong Kong ha ritirato la vergognosa legge che, di fatto, metteva i cittadini sotto il controllo diretto di Pechino contravvenendo  agli  accordi presi. I genitori di quei ragazzi che oggi manifestano nelle strade di Hong Kong per avere più libertà e democrazia a suo tempo votarono quasi in maniera plebiscitaria per l’annessione dell’ex colonia britannica alla Cina Comunista. Sicuramente fu un errore e purtroppo le colpe dei genitori ricadono sempre sui figli; non dovrebbe essere così in teoria, ma nei fatti é la norma.

I giovani di Hong Kong hanno lottato  come Davide contro Golia;  se non fosse stato per l’opinione pubblica mondiale la Cina avrebbe volentieri  inviato i carri armati a sedare ogni tipo di rivolta come a suo tempo fu fatto in piazza Tienanmen.  In Cina la democrazia è un miraggio che i governanti comunisti/capitalisti non possono permettersi  e i giovani di Hong Kong si ribellano ad essere fagocitati nel silenzio.

Cresciuti con le idee e le abitudini democratiche della vecchia Inghilterra, colonialista quanto si vuole ma anche culla e master di tutte le democrazie del Mondo, aldilà della legge oggetto del contendere, stanno cercando di attirare l’opinione pubblica mondiale sulla loro impari lotta ma con scarsi risultati. La strapotente Cina Comunista ha messo radici in tutto il Mondo, infiltrato suoi uomini nei posti chiave, ha speso miliardi di dollari per creare spazi di manovra politici, militari ed economici e non è facile che i piccoli Paesi europei e meno ancora Asiatici e Africani si sentano solidali con Hong Kong con il rischio di inimicarsi il Governo di Pechino.

Naturalmente in Italia dei fatti di Hong Kong si parla poco e male e non potrebbe essere diversamente.  Di recente  il Governo italiano ha fatto accordi per la Via della Seta e contravvenendo ai suggerimenti degli Stati Uniti (nostri alleati della NATO) è stato allestito il centro cybernet  cinese  nonostante i moniti sulla sicurezza e riservatezza dei dati trattati. Inoltre gran parte delle merci cinesi, sia regolari  che contraffatte che invadono l’Europa, sbarcano  nei nostri porti.

In varie città italiane e fra cui la nostra Prato vi sono comunità cinesi molto importanti e potenti il cui insediamento è stato agevolato in tempi passati dalle amministrazioni di sinistra che oggi si conciliano perfettamente con le iniziative dei  pentastellati. Quindi, salvo sconvolgimenti imprevedibili, interessi economici e politici molto forti e ben radicati impediranno all’Italia di prendere posizione a favore dei giovani democratici di Hong Kong che dovranno rassegnarsi ad un silenziosa e inesorabile   sottomissione alla dittatura  Cinese.

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