Una Coppa chiamata America

di Mr. Bloogger

Lo schooner America, 1851

Lo schooner America, 1851

22 agosto 1851, Isola di Wight. La Regina Vittoria segue con interesse una competizione velica che vede affrontarsi uno schooner britannico, l’Aurora, ed uno americano, battezzato appunto America, oltre ad altre 12 imbarcazioni. La lotta per la vittoria sembra ristretta alle prime due, e sul traguardo giungono primi gli americani. La Regina chiede qual’è la seconda classificata, e le viene risposto: «There’s no second, Your Majesty», non c’é secondo. Tanto è il distacco inflitto dalla goletta americana alle avversarie, ed all’orgoglio della marina inglese.

America's Cup

America’s Cup

Le navi di Sua Maestà avevano dominato i sette mari per secoli, ed era in forza di questa sicurezza acquisita dai tempi di Francis Drake ed anche prima che il Royal Yacht Squadron di Cowes, Isle of Wight – il più prestigioso dell’intera marineria civile britannica – aveva lanciato il guanto di sfida al New York Yacht Club, credendo di andare a compiere una passeggiata, pardon, una regata che concludesse degnamente i festeggiamenti per l’Esposizione Universale di Londra del 1851.

Ma gli americani avevano smesso di avere soggezione e qualsiasi altra forma di dipendenza, materiale e morale dagli inglesi da quasi un secolo, facendo addirittura una Rivoluzione. E sul traguardo di Wight fecero sapere al mondo che i Sette Mari da quel momento in poi avevano una nuova regina.

L’orgoglio inglese pretese una rivincita, e come sarebbe successo per la Coppa Davis di tennis la Coppa di Vela sarebbe diventata un appuntamento fisso del calendario sportivo. Battezzata America’s Cup in onore della prima vincitrice, la regata fu ripetuta ogni tre o quattro anni da allora in poi sulla base di sfide regolari che venivano lanciate al detentore, il Club di New York di volta in volta da parte di sindacati britannici.

Moro di Venezia

Moro di Venezia

Ma l’orgoglio inglese non fu mai risarcito. Per 132 anni gli americani mantennero il trofeo. Fintanto che fu strappato loro nel 1983, l’anno in cui partecipò per la prima volta un consorzio italiano, quello di Azzurra, armata dallo Yacht Club Costa Smeralda per volontà di Gianni Agnelli e dell’Aga Khan e affidata alle sapienti mani di Cino Ricci e Mauro Pellaschier.

Fu un paese del Commonwealth a vendicare finalmente la ferita aperta dalla goletta America sotto gli occhi della Regina Vittoria. La barca si chiamava Australia 2 ed era armata dal Royal Yacht Club di Perth, per volontà dell’armatore australiano Alan Bond che aveva già lanciato la sfida nel 1974, 1977 e 1980. Alla quarta volta, Bond mise in acqua una barca innovativa. Australia 2 aveva un bulbo rivoluzionario che rendeva la chiglia estremamente performante, ed aveva il pregio inoltre di rimanere nascosto dall’acqua e quindi inimitabile.

Luna Rossa

Luna Rossa

Quando gli americani si accorsero della trovata australiana, era troppo tardi. Dennis Conner, il defender, fu il primo skipper americano ad essere sconfitto nella lunga storia della Coppa. Finì 4-3 nei match races (le regate da combattimento che vedevano le barche affrontarsi a due a due, e non più in una regata generale come era accaduto nella prima volta del 1851) per gli aussies, ed a Conner non restò che attendere quattro anni prima di potersi riprendere con la sua Stars and Stripes il trofeo che aveva perso al timone di Liberty, regatando stavolta per lo Yacht Club di San Diego, California.

Della Coppa America e della sua storia leggendaria, l’Italia avrebbe scritto almeno due capitoli importanti con il Moro di Venezia di Raoul Gardini nel 1992 e con Luna Rossa di Prada nel 2000.

Commenta l'articolo

Potrebbe interessarti anche ...