La Scuola del Poggiolino, a Montemurlo nasce una fattoria didattica

di Redazione

MONTEMURLO (Prato) – La qualità, la passione e l’amore per la terra a Montemurlo diventano una scuola all’aria aperta, quella del Poggiolino. L’azienda agricola di Cicignano, sulle colline montemurlesi nell’area protetta del Monteferrato, da alcune settimane ha aperto una fattoria didattica per imparare dalla natura. Un sogno custodito per anni nel cassetto, che oggi l’imprenditrice agricola Giulia Tissi è finalmente riuscita a concretizzare.

scuolapoggiolino-190513-001Il progetto si chiama La scuola del Poggiolino e nasce con l’intento di fare didattica per bambini ( e non solo) e trasmettere loro semplici ma importanti nozioni sul mondo rurale e in particolar modo sulla conoscenza dell’allevamento dei maiali di razza macchiaiola maremmana.

Un’esperienza immersiva nel mondo agricolo con percorsi guidati per bambini e ragazzi dai 3 ai 12 anni e per studenti di ogni ordine e grado finalizzati all’educazione e alla scoperta delle attività rurali, delle coltivazioni e dell’allevamento. Nella tenuta agricola del Poggiolino gli studenti potranno svolgere tutte le attività di vita della fattoria, dall’allevamento del bestiame alla correlata trasformazione e lavorazione delle carni.

Si potrà ad esempio imparare cosa mangiano i maiali preparando loro direttamente il pasto a base di frutta e verdura. Ma ci si potrà calare anche nei panni del contadino cimentandosi nelle attività di coltivazione dell’olivo e della vite e nella produzione dell’olio e nei processi di vinificazione. I ragazzi potranno poi scoprire la coltivazione delle risorse foraggere e cerealicole fino alle ricette della cucina tradizionale rurale toscana, compreso la panificazione.

Il sindaco di Montemurlo ha espresso soddisfazione per l’avvio del progetto della fattoria didattica del Poggiolino che va a valorizzare l’ambiente rurale e le sue potenzialità. Una vera ricchezza in termini educativi per i ragazzi che così avranno modo di sviluppare una coscienza critica circa il ciclo di produzione degli alimenti, scoprendo che la qualità, ad esempio, delle carni si fa già nei processi di allevamento, prediligendo metodi di accrescimento lenti e con prodotti naturali. Per il sindaco, inoltre, la fattoria didattica è un’esperienza che valorizza il territorio dal punto di vista turistico e promuove un nuovo tipo di sviluppo e di economia, quello legato alla terra e alle produzioni di nicchia.

«Queste attività sono mirate al recupero delle filiere basate sulla biodiversità agronomica autoctona locale (fra cui il suino nero Macchiaiolo Maremmano) e rappresentano la parte essenziale delle nostre origini e della nostra identità contadina per conservarne gli antichi saperi e sapori da tramandare alle nuove generazioni – spiega con orgoglio l’imprenditrice Giulia Tissi che ha seguito corsi di formazione per operatrice di fattoria didattica -. L’obiettivo della nostra azienda è quello di creare un ambiente educativo/didattico di supporto e di integrazione alla didattica sviluppata nelle aule scolastiche finalizzato all’apprendimento ed alla conoscenza del mondo rurale. Mi sento un tramite tra generazioni e ho voglia di trasmettere la passione per la terra a nuovi giovani agricoltori»

Al termine dell’esperienza nella fattoria didattica ai partecipanti sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Inoltre la visita si concluderà con una degustazione dei prodotti della fattoria con utili nozioni di educazione al gusto, tramite semplici gesti, come odorare ciò che si mangia.

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