Esmeralda e Quasimodo tornano sul palcoscenico con gli studenti del Cicognini

di Adolfo Galli

convittocicognini-190530-004 ●PRATO – Quando Victor Hugo ai primi dell’Ottocento scrisse Notre Dame de Paris, ambientò la sua opera alla fine del 1400 ma, sicuramente, trasponendo lo squallore  del periodo post-napoleonico che lui stava vivendo. Ebbene la stessa opera è attualissima ancora oggi a distanza di due secoli e forse lo è ancora di più se si pensa che la Cattedrale è un simbolo non solo della Cristianità Francese ma Europea e la piazza e i luoghi frequentati da Esmeralda e Quasimodo sono le piazze e le strade di tutta L’Europa.

Al teatro del Collegio Cicognini, la bravissima professoressa Elisabetta Collini ha messo in scena, con un nutrito gruppo di suoi studenti, la versione musicale di cocciante di Notre Dame de Paris. Opera sicuramente difficile anche per esperti cantanti e ballerini, figuriamoci quanto impegno e dedizione ha richiesto a questi nostri volenterosi ragazzi ancora adolescenti e a tutti coloro che hanno contribuito all’allestimento dello spettacolo che aveva come scopo la raccolta fondi per la Kepos onlus, associazione che si occupa di portatori di disabilità. Un impegno generoso e un  riscatto  per il povero Quasimodo.

convittocicognini-190530-002 ●I personaggi, immaginati da Hugo e  interpretati dai bravi studenti, ci sono ancora tutti nella piazza della Cattedrale: i diseredati del mondo, gli esuli, i nomadi, gli invalidi, i falsi e gli approfittatori, gli innamorati senza speranza, i detentori del potere. A questi oggigiorno si sono aggiunti  anche i drogati, i gilet gialli che nella piazza sversano latte e cibo che non possono più produrre mentre altri fanno la fame. Di ragazze come Esmeralda ce ne sono una infinità, costrette alla prostituzione e alla violenza e condannate a morte, non per impiccagione ma per  indifferenza.

In questo la grande cattedrale rappresenta tutto l’Occidente  e vederla avvolta dalle fiamme un paio di mesi fa ha rappresentato un segno premonitore che ogni europeo, di qualsivoglia idea politica o religiosa, in cuor suo, ha voluto esorcizzare.

Veramente bravi i ragazzi e i professori del Cicognini, che hanno dimostrato un loro impegno sociale di cui si ricorderanno per tutta la vita ed hanno compiuto un gesto d’amore che nella società di oggi, aldilà di chiacchiere e millanterie, non è per niente  scontato e facile da trovare.

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