Curzio Malaparte, un libro di Walter Bernandi sullo scrittore pratese

di Adolfo Galli

malapartecurzio-190526-001 ●PRATO – Alla libreria Giunti è stato presentato il nuovo libro del professor Walter Bernardi intitolato Curzio Malaparte. Con questo libro – che è costato a Bernardi anni di ricerche puntigliose -,  l’ex insegnante universitario di storia e filosofia ha cercato di inquadrare meglio la personalità del  celebre scrittore pratese ed i suoi lavori. Non è stato certo un lavoro facile, infatti, tutto si può dire di Malaparte fuorchè fosse un personaggio di pensiero e di comportamenti usuali e ordinati.

Nato a Prato da padre tedesco e mamma italiana, studia al Cicognini ma a poco più di sedici anni molla tutto per andare a combattere: Legione Straniera prima, poi Ardito nella prima Guerra Mondiale, facinoroso fascista e poi critico del regime che abbandona per abbracciare il Comunismo, per finire a candidarsi alle elezioni comunali di Prato nel partito repubblicano .

Nel corso della sua vita e migrazione politica scrive tanto e benissimo: come giornalista, corrispondente di guerra, libri e altro ancora. Egocentrico, istrionico, ambizioso, spende e spande del suo e delle sue amanti, che sono molte, visto che non gli difetta la bellezza e il fascino. Memorabile il suo viaggio in Cina nel dopoguerra da cui torna malato ma innamorato di quel Paese lontano ed esotico e del suo popolo semplice e laborioso a cui dona la sua bellissima villa di Capri. Forse il suo è un viaggio premonitore di quello che sarà poi il futuro della nostra città.

Da sx: Walter Bernardi e Mario Barbacci

Da sx: Walter Bernardi e Mario Barbacci

Lavoro veramente impegnativo quello di Bernardi che ha dovuto passare al setaccio le affermazioni e gli scritti del Malaparte per distinguere, ove possibile, la realtà narrata da quella immaginata dalla fervida mente dello scrittore pratese. Sicuramente un lavoro encomiabile che riporta in auge uno dei personaggi più importanti della nostra città che, come troppo spesso accade, non tende a valorizzare i propri figli e il proprio patrimonio.

Questo lavoro si riallaccia idealmente a quello fatto dalla Associazione Perché Verdi Viva che in questi ultimi tempi sta lavorando per far conoscere Sem Benelli  e la soprano Iva Pacetti in collaborazione con il Museo del Tessuto, o di Artemia  che cerca di valorizzare il patrimonio artistico e monumentale della nostra città e farlo conoscere specialmente ai giovani.

Il patrimonio umano non manca, nella stessa mattinata di sabato , infatti, al Buzzi sono stati premiati ben quaranta studenti fra i migliori della Toscana e martedi 28, al Cicognini,  i suoi  studenti si impegneranno in una rappresentazione del Notre Dame… già proprio al Cicognini dove, guarda caso, hanno studiato Benelli, Malaparte e D’Annunzio.

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