Addio, strada dai mattoni gialli!

di Bettina Tesi

Dal giovane uomo nella ventiduesima fila, cantavi, in Candle In The Wind. Dalla matura signora un po’ di file più indietro, mi ripeto io, sorridendo, immaginandomi già  quella sera a Lucca, quando assisterò per la prima volta a un tuo concerto. Hello and Goodbye, cantavano i  tuoi amici Beatles, e quello sarà, un saluto e un addio. L’ultimo tour, quello di commiato, dopo una carriera straordinaria, dove non è mancato nulla, dai trionfi negli stadi di tutto il mondo alle discese negli inferi delle dipendenze, dalla realizzazione di dischi memorabili,  alle onorificenze agli Oscar.

eltonjohn-190529-001 ●Dalla ragazza che aveva un baule giallo in camera sua, che passava interi pomeriggi ad ascoltare i tuoi pezzi, imparandosi a memoria i meravigliosi testi del tuo poeta personale, Bernie Taupin, che metteva in prosa le passioni che vi univano,  i vecchi miti di Hollywood, i sabato sera della gioventù americana, pieni di balli e grandi bevute, i piccoli ritratti di ragazze non proprio irreprensibili, le lettere d’amore che abbiamo fatte nostre, ciascuno con il proprio destinatario.

Eppure, gli insegnanti della Royal Academy di Londra, ti dissero che, con le tue mani, dalle dita corte e tozze, mai saresti potuto diventare un pianista di successo. Quanto si sbagliavano. Non avvertivano gli echi sempre più vicini di quella rivoluzione musicale che dall’America, attraverso la voce di un giovane camionista di Tupelo, stava travolgendo il resto del mondo. E proprio in America, la fortuna ti ha spalancato il suo abbraccio. Nemo propheta in patria. E’ capitato a tanti.

E’ bastato un concerto, ormai memorabile, in un locale di Los Angeles, il Troubadour, per farti entrare direttamente nell’olimpo dei grandi.  Era il 1970, e la consacrazione arrivò, addio Reginald Dwight, benvenuto Elton John. Ti ricorderemo in tanti per i fantastici costumi, e gli occhiali dalle fogge impossibili, ma alla fine, smessi gli abiti di scena, un uomo fragile e insicuro, rimaneva, che solo in tarda età ha trovato la libertà di dichiarare ciò che ai giorni nostri è per molti ovvio, l’amore non ha diversità, nè deve vergognarsi.

C’è un film in giro, ma quella è solo una storia, la strada dai mattoni gialli non la si può vedere al cinema. Ma che onore, averla percorsa con te. Buon resto della vita, Rocket Man.

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