Bosio (Csi): «Difendere il valore delle società sportive»

di Roberto Nardi

Il Centro Sportivo Italiano ha festeggiato la Pasqua dello Sportivo presso l’Oratorio di S.Anna a Prato con la presenza del presidente nazionale Vittorio Bosio. Il 2019 è l’anno del 75esimo di fondazione dell’ente di promozione sportiva, fondato nel 1944, che vuol promuovere lo sport ispirandosi alla visione cristiana. Il presidente ha tracciato le linee guida del progetto del Csi.

Vittorio Bosio

Vittorio Bosio

«Il progetto nel 75° anniversario del Csi è quello di continuare a fare quello che abbiamo fatto in questi anni – esordisce Bosio – riscoprendo le nostre radici e rivolgendosi alla chiesa italiana per fare in modo di essere accolti ma soprattutto per dare un servizio per la crescita dei ragazzi. Il Csi è un associazione viva non solo per i numeri che esprime con un milione e duecentomila tesserati e oltre tredicimila società, in un momento non favorevole allo sport dove ci sono mille complicazioni. Ma abbiamo ancora tanta gente di buona volontà che continua a mandare avanti le nostre società che sono il futuro del Csi».

Stiamo assistendo in questi mesi a un dibattito sullo sport a livello istituzionale con la diversa interpretazione della proposta sportiva nazionale tra il Coni di Giovanni Malagò e il Governo italiano che ha varato sostanziali modifiche normative alla struttura direttiva del Comitato Olimpico.

«Negli intenti le proposte che sono venute fuori sono buone ma bisogna vedere i fatti – prosegue il presidente del Csi – la nostra preoccupazione è che diventa complicato tradurre in fatti concreti tutte queste idee. Bisogna collaborare per far si che le decisioni siano condivise e unitarie. Non sono andato a molte riunioni per difendere il Coni solo perchè ritenevo che si difendesse solo il palazzo. Abbiamo bisogno di difendere il valore che c’è sul territorio, difendere le società sportive che sono un valore fondante. Senza le società non riusciremo più a dare opportunità per i nostri ragazzi. Mi auguro che passi il messaggio di riconoscere il valore delle società sportive e dei dirigenti che si prestano a fare un lavoro che è necessario per il bene delle società, ma non viene riconosciuto».

La presenza a Prato è stata significativa per un comitato che ha attraversato un periodo difficile ma che sta cercando di tornare a recitare un ruolo di primo piano in Toscana. «Ho seguito con attenzione le vicende del comitato di Prato – ha concluso Bosio – siamo sulla buona strada, verrà fatta l’assemblea elettiva e Prato che è stato un comitato molto attivo in Toscana ritornerà come prima. In una società complessa e multietnica come quella pratese c’è bisogno di un Csi forte che sappia creare le opportunità per i giovani».

Roberto Nardi

Nato a Prato nel 1958, lavora come dipendente presso un'industria tessile. Da una decina di anni ha realizzato un sogno rimasto nel cassetto, quello di scrivere e raccontare le vicende dello sport pratese che segue con passione fin da ragazzo. E' presidente di una società sportiva amatoriale.


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