Congiuntura: a Prato produzione industriale stabile

di Redazione

Andrea Tempestini

Andrea Tempestini

Il segno più rimane ma l’entità del tasso di incremento si assottiglia pericolosamente: il manifatturiero dell’area Lucca-Pistoia-Prato segna nel quarto trimestre 2018 +1,7% rispetto allo stesso periodo del 2017, chiudendo un anno partito in sordina ma che poi sembrava decollato (incrementi dei primi tre trimestri rispettivamente +1,6%, +3,7% e +3,9%). Il non brillante risultato del quarto trimestre ha portato il risultato dell’anno 2018 a +2,7% rispetto al 2017. E’ quanto emerge dalla rilevazione congiunturale realizzata dal Centro studi di Confindustria Toscana Nord, che come di consueto ha preso in esame un campione rappresentativo di imprese manifatturiere con più di 9 addetti delle province di Lucca, Pistoia e Prato.

La produzione industriale a Prato nel quarto trimestre 2018 si è mantenuta stabile (+0,5% tendenziale), decelerando il ritmo di crescita dinamico registrato nei primi nove mesi dell’anno. La provincia ha chiuso il 2018 con una media tendenziale della produzione del +2,5% (Italia, per gli stessi settori oggetto dell’indagine di Confindustria Toscana Nord, +1,4%). Il rallentamento del quarto trimestre è dovuto principalmente alla metalmeccanica, comprensiva del meccanotessile: dopo nove mesi all’insegna di una crescita significativa, il settore ha vissuto una battuta di arresto con una contrazione della produzione industriale (-3,4% tendenziale), da ascrivere soprattutto alla diminuzione della componente interna della domanda.

Il 2018 si conclude per la meccanica pratese con un aumento medio annuo del +2,1%. Prosegue nel quarto trimestre la crescita nel settore abbigliamento e maglieria pratese, che segna +6,1%, a fronte di un calo della produzione a livello nazionale (-3,3% tendenziale). Nell’area del distretto industriale il settore tessile rallenta, stabilizza le attività (-0,2% tendenziale a fronte del -5,6% del livello nazionale); nella media dell’anno il tessile di Prato aumenta tendenzialmente la produzione del +1,5% rispetto al 2017. I produttori di filati nel quarto trimestre ridimensionano fortemente l’attività(+1,5%, dopo il +12% del terzo trimestre), chiudendo un anno comunque di ripresa a +4,8% sul 2017, a fronte di un dato a livello nazionale, che include però anche le filature conto terzi, molto più debole (-12,2% il trimestre, -4,8% la media annuale).

La produzione di tessuti (comprendenti tutte le tipologie, ovvero oltre ai tessuti trama-ordito per abbigliamento, anche quelli a maglia, i tessili tecnici, jacquard, TNT, gli speciali, ecc.) prosegue con il discreto andamento avviato a fine 2017 e protrattosi nel 2018, confermando i livelli di attività degli ultimi due trimestri (+3% la produzione tendenziale del trimestre, +3,2% la media annua del 2018). Anche la produzione di tessuti del distretto mostra un andamento medio migliore rispetto a quello nazionale (-5,6% nel trimestre e una media annua del +1,3%).

Le lavorazioni conto terzi del tessile (filature, ritorciture, tessiture, orditure, tintorie e finissaggi) mostrano nel distretto una tendenza alla contrazione (-3,8% produzione tendenziale del quarto trimestre), chiudendo il 2018 con una diminuzione dei volumi lavorati del -1,3% rispetto al 2017. L’aggregato degli altri settori manifatturieri, diversi da tessile, moda e meccanica (per la maggior parte industrie alimentari, della plastica, della chimica e produzione di mobili e materassi) sperimenta un aumento dei livelli di attività nel quarto trimestre (+3,5% la produzione tendenziale; +3,8% la media annua) che sancisce il trend di crescita negli ultimi due anni.

«Prato non fa eccezione rispetto alle prestazioni complessive dei territori di Confindustria Toscana Nord – commenta il vicepresidente dell’associazione Andrea Tempestini -. Risultati annuali quindi positivi, nonostante un quarto trimestre debole, anche per un settore come il tessile che a livello nazionale mostra segni di chiara sofferenza. Va detto che il confronto fra comparti specifici è necessariamente imperfetto: i dati pratesi sono esaminati dal nostro Centro studi distinguendo con grande accuratezza la posizione di ogni singola azienda nel contesto della filiera, mentre i dati nazionali seguono logiche diverse e meno stringenti».

«Tuttavia il dato complessivo del settore fornisce innegabilmente un’immagine del tessile pratese come più performante rispetto al quadro nazionale, con l’eccezione delle lavorazioni conto terzi. Il rallentamento della meccanica sul mercato interno è forse da ascrivere a una fisiologica minore spinta agli investimenti, conseguente il forte rinnovamento degli impianti verificatosi negli ultimi anni anche grazie alle agevolazioni. Le imprese di Prato sono consapevoli, comunque, di non essere una sorta di isola relativamente felice: il contesto internazionale all’insegna del rallentamento non depone bene per il nostro export e l’andamento economico del nostro paese, l’unico in recessione dell’intera Eurozona, ci preoccupa fortemente. Non è casuale con ogni probabilità- conclude Tempestini -, che il quarto trimestre sia per quasi tutti i settori il peggiore dell’anno: probabilmente il segnale di un deterioramento della situazione che temiamo possa far sentire effetti ancora maggiori nel 2019».

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