Ospedale S.Stefano: è arrivata l’influenza, ma la chirurgia non s’interrompe

di Redazione

ospedalesantostefano-190125-001Quest’anno con l’influenza, e il relativo afflusso di pazienti, all’Ospedale di Prato l’attività chirurgica non s’interrompe neanche per un giorno. «Anzi – precisa il direttore sanitario del presidio dottor Roberto Biagini – si incrementa». La direzione sanitaria, quella infermieristica e il dipartimento chirurgico hanno messo in atto una nuova organizzazione che ha una doppia valenza positiva: da un lato garantisce la continuità degli interventi programmati e dall’altro lascia liberi i posti letto, sempre di area chirurgica, necessari a ricoverare i pazienti con patologie afferenti all’area medica provenienti dal DEA .

Già sperimentato con successo l’anno scorso al San Giovanni di Dio l’intervento organizzativo riguarda la chirurgia ambulatoriale complessa, e principalmente interventi di chirurgia generale con ernie e emorroidi, l’ortopedia con la chirurgia della mano che partirà a breve, ma anche l’oculistica, e consente settimanalmente di avere disponibili i posti letto necessari in questo particolare periodo di iperafflusso per influenza.

«In questo momento – spiega il direttore del dipartimento chirurgico Stefano Michelagnoli -, le strategie messe in atto hanno permesso al Santo Stefano un risparmio di circa 20 posti letto a settimana, utilizzati poi per gli accessi urgenti. Anche le altre specialistiche quali l’otorino, la dermatologia e l’urologia stanno lavorando sul nuovo percorso che ha come obiettivo quello di aumentare la flessibilità delle risorse a nostra disposizione per continuare l’attività in elezione e dare una risposta strutturata alle urgenze. Fondamentale l’apporto del personale infermieristico che praticamente gestisce la nuova organizzazione».

Il direttore della struttura complessa di assistenza infermieristica area pratese dottoressa Maristella Mencucci e la coordinatrice infermieristica dell’ospedale Luisella Litta evidenziano che in fase preoperatoria gioca un ruolo importante il lavoro eseguito dagli infermieri, supportato da personale infermieristico dedicato nel blocco operatorio, coordinato da Donatella Granci, in fase operatoria e post operatoria inerente l’assistenza, nonché per la valutazione finale delle condizioni cliniche del paziente.

Il percorso è dedicato a pazienti selezionati (considerando criteri quali età, stato di salute generale, e tipo d’intervento da eseguire, criteri socio-familiari) i quali vengono adeguatamente informati e seguiti da chirurghi e anestesisti nell’ambito del Servizio Accoglienza Percorso Operatorio (SAPO) coordinato da Ilaria Milani.

«In pratica – ribadisce il direttore della chirurgia generale Franco Franceschini -, la nuova organizzazione permette di fronteggiare il periodo influenzale che stiamo vivendo, e contestualmente garantisce, anche aumentandola, la regolare attività operatoria mettendo in poltrona i pazienti, con un risparmio di posti letto utili per la gestione dei casi che provengono dal pronto soccorso».

Le poltrone attrezzate e monitorate, sono collocate accanto alla recovery room, nel blocco operatorio, garantendo quindi un’alta qualità assistenziale e di cura. Biagini, affiancato dalla dottoressa Elettra Pellegrino, medico di direzione sanitaria, sottolineano l’importanza del lavoro di equipe che si sta effettuando e che quotidianamente viene svolto. Il percorso è definito per delibera regionale, delibera che definisce quali specialistiche possono essere coinvolte e per quali patologie.

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