Dalle stelle alle stalle

di Adolfo Galli

Aereo in fase di decollo

Aereo in fase di decollo

Ho fatto tardi. Sono venuto via da Firenze a metà pomeriggio ed ora sono in coda, l’autostrada è pienissima, oggi come sempre, tutti i giorni lavorativi da moltissimi anni ormai. A quanto pare ai pubblici amministratori deve sembrare una cosa normale, acquisita. Alcuni
di loro, giovani politici rampanti, sono nati con le code di auto; sono cresciuti facendo la fila e ora non sanno farne a meno e le impongono a tutti i cittadini.

Sono fermo in autostrada e a poche decine di metri sopra di me si alza un aereo dalla pista di Peretola: il rumore dei motori a tutta manetta fa sobbalzare la mia macchinina.

Non posso non ripensare alla mia infanzia quando la domenica sera con la Seicento del babbo si tornava a casa dopo essere stati al cinema a Firenze. Il casello autostradale a Firenze era un semplice chiosco verde alla fine di via Baracca; l’autostrada aveva due sole corsie, una per ogni senso di marcia; il casello a Prato era in via Roma. Una volta immessi sull’autostrada il babbo lanciava la Seicento a 70/80km all’ora e in meno di quindiici minuti arrivavamo a Prato.

L’aeroporto di Peretola era poco più di un Aeroclub: c’era una piccola torre di controllo a quadri bianchi e rossi, una manica a vento con gli stessi colori, una palazzina bassa, un paio di capannoni a metà della pista, il piazzale con parcheggiato qualche aeroplanino. Fra Firenze e Prato c’erano solo campi dove spesso pascolavano le pecore. Per andare da Prato a Firenze c’erano tre possibilità: via Calenzano-Sesto, passando da Campi Bisenzio, oppure l’autostrada. Tutte e tre valide strade, libere, scorrevoli e dirette.

Oggi invece, abbiamo l’Area Metropolitana e le due città sono ormai un tutt’unico. Peccato che non se ne siano accorti al Ministero dei trasporti, in Regione o a Palazzo Vecchio e che, di fatto, l’unica strada per attraversare la vallata sia l’autostrada, con tanto di casello,
pedaggio, code etc… Una follia!

Contemporaneamente a cotale scempio, mentre qualche stupido demagogo sventolava lo slogan di usare i mezzi pubblici (altra follia per le piccole imprese, artigiani e professionisti), da trent’anni generazioni di politici si sono affannati, stracciate le vesti pensando ai lontani
orizzonti, agli aerei che un nuovo aeroporto può accogliere: alle stelle!

Qua, invece, noi miseri mortali siamo rimasti nelle stalle, a spendere ore ed ore della nostra vita nelle code fra caselli, svincoli, strade piene di buche e pericolose, inutili rotonde, ex strade di campagna assurte al ruolo di assi portanti del traffico locale e regionale… Credo che se si facesse un sondaggio, la totalità dei metropolitani preferirebbe avere un traffico scorrevole che facesse risparmiare ore di guida giornaliere invece che un aeroporto più grande di cui oltretutto non si capisce bene a chi faccia veramente comodo.

A questo riguardo però, visto che l’unica infrastruttura creata per supportare il maggior traffico aereo è la tranvia per il centro di Firenze qualche cosa si intuisce.

Intanto, mentre sono in coda fra migliaia di auto, (da tassare perchè inquinanti), non posso non pensare che un aereo in fase di decollo consuma tantissimo carburante: sulle brevi tratte, quasi un terzo del carburante di cui è dotato (e si parla di decine di tonnellate) viene bruciato nei pochi minuti necessari per arrivare a mille metri di altezza e così scarica ossido di azoto e di carbonio, zolfo e polveri sottili varie, quanto un migliaio di auto! Anche perchè il jet fuel  è più inquinante del gasolio e gli aerei non hanno le marmitte catalitiche.

Per noi che viviamo a Prato sulla rotta di decollo, per ogni aereo che parte da Peretola è come se un migliaio di auto, inquinanti, volasse sopra le nostre teste. Fumi che a quanto pare, i nostri politici hanno sentenziato essere una mano santa per i nostri polmoni di periferia! Alla fine viene da pensare che stiamo anche peggio che nelle stalle: lì almeno, gli scarichi degli animali sono un po’ maleodoranti, ma naturali.

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