Disgraziata la patria…

di Mr. Bloogger

Marco Travaglio

Marco Travaglio

Disgraziata la patria che ha bisogno di simili giornalisti, parafrasando Bertolt Brecht. Marco Travaglio è l’enfant prodige della stampa italiana da almeno vent’anni, da quando pubblicò il suo libro su Mani Pulite e fu acclamato come l’erede di Montanelli e il caposcuola della nouvelle vague dell’informazione libera e indipendente.

Con la sua aria da odiosetto e ruffianetto primino della classe (il compagno che avremmo voluto avere tutti nella nostra di classi, non foss’altro per attendere il momento in cui maestre e prof non guardavano…), da Saint Just de noantri, moralista inflessibile a scapito dei peccati altrui, in cerca perenne di un Robespierre che gli metta a disposizione la ghigliottina senza sindacare sui propri, Travaglio sogna da una vita di giustiziare la sua nemesi, Silvio Berlusconi, e per sua disdetta il giorno che lo incontra finalmente faccia a faccia in tv fa la figura del disturbatore alla Gabriele Paolini, balbettando frasi smozzicate e prendendo bacchettate sulle mani dalle unghie a lungo rosicate.

Travaglio sogna di entrare nell’entourage dei Cinque Stelle, per diventarne il Ministro della Propaganda. E questi gli si vanno a mettere con Salvini, alla faccia del PD che come nullità di contorno era tanto più comodo! Travaglio rompe i coglioni tutti i giorni al governo, manco fosse un Mario Calabresi qualsiasi. Ma lo fa solo con la metà leghista. Signora maestra, guardi un po’ che fa Salvino…

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