Jean Patou, la “Gioia” è solo sua!

di Bettina Tesi

Joy di Jean Patou

Joy di Jean Patou

Che titolo, penserete… Beh, vi dico, è anche un po’ polemico, viste le clamorose notizie arrivate alla fine dello scorso luglio. Per poter sfruttare il nome Joy per un altro brand di profumi, una multinazionale si è addirittura comprato il marchio Jean Patou, la Storia dell’Alta Profumeria, un nome simbolo di lusso e ricercatezza.

Joy di  Patou è, e resterà, Il Profumo per antonomasia, che oltre alla sua  formula segreta, la Patouade necessita di ben 10.600 fiori di gelsomino, 28 dozzine di rose scarlatte, e note di tuberosa, legni e muschi, per crearne pochi millilitri di essenza.

Il suo creatore, Jean Patou,  sarto precursore di linee essenziali e sportive per donne moderne e dinamiche, raggiunge il suo maggior successo in profumeria,  proprio con Joy, all’epoca il profumo più costoso al mondo,  uscito nel 1930, nel pieno della Grande Depressione, e che poche donne, in quel momento cosi drammatico, si potevano permettere.

Jean Patou

Jean Patou

Proprio per questo, Joy è diventato un oggetto del desiderio e un profumo adorato dal pubblico femminile di tutto il mondo, e fino ad oggi arrivato intatto nella sua composizione, dopo anni in cui era diventato introvabile. Jean Patou fu un profumiere inconsueto e dotato di grande inventiva, coadiuvato, fino alla sua prematura morte, dall’amico e collaboratore Henry Almeràs, conosciuto al fronte, durante la guerra.

Possiamo solo sperare, che questa acquisizione, da parte di un gigante dei marchi di grande distribuzione, non ne svilisca il prestigio, o accantoni il marchio Jean Patou, lasciandolo morire nell’oblio. Per chi scrive, Joy è solo di Patou, un profumo entrato nel mito, sempre presente nel negozio della mia famiglia, e che è stato  presentato con grande passione da chi mi ha preceduta, in questo mestiere meraviglioso. Alla prossima.

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