Separati in casa di legislatura?

di Redazione

Enrico Rossi

Enrico Rossi

FIRENZE – Grandi manovre in vista delle elezioni di primavera. O forse sarebbe meglio dire apparenti, perché la parola d’ordine sembra essere: restare fermi. Dalle stanze di Piazza Duomo trapelano notizie di un incontro segreto tra il Governatore Rossi ed i vertici del PD toscano, o forze sarebbe meglio dire renziano. Oggetto, il quesito più antico di tutti per comunisti e post-comunisti: che fare?

Da circa nove mesi Enrico Rossi è uscito ufficialmente dal partito democratico per fondare un nuovo soggetto politico, Articolo Uno (con riferimento all’art. 1 della nostra Costituzione) che è poi confluito nel Movimento democratico e progressista guidato da Pier Luigi Bersani.

Da circa nove mesi, de facto (ma molti sostengono anche de jure) la maggioranza in Consiglio Regionale uscita dalle elezioni del 2015 non esiste più. A norma dello Statuto vigente e della legge elettorale fatta approvare dallo stesso Rossi nel 2013, in una simile circostanza la Giunta dovrebbe decadere e si dovrebbe ritornare al voto entro sei mesi.

Senonché, ha eccepito lo stesso Rossi, nessuno l’ha ancora formalmente sfiduciato, lo stesso PD non ha tratto formali conclusioni dalla defezione del Governatore, e la crisi esistente nei fatti non è mai stata aperta proceduralmente.

E’ dunque una situazione di stallo, o per meglio dire di convenienza. Tanto Rossi quanto il PD (leggasi Renzi) sanno bene che tornare al voto in queste condizioni potrebbe dare luogo ad una débacle epocale. Ecco dunque che conviene star fermi, evitando contrasti e trovando compromessi che consentano di convivere – pur da separati in casa – fino al 2020, anno di scadenza naturale della legislatura regionale.

In attesa di conferma della notizia del vertice, la principale è dunque nei fatti. Cosa ci sia di democratico in questo modo di procedere, dato che ambedue i soggetti portano tale locuzione nel proprio nome e uno si rifà addirittura alla Costituzione, non è dato saperlo.

Solo, semmai, immaginarlo, e votare, pardon, regolarsi di conseguenza.

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